Negli ultimi anni, la valutazione del successo terapeutico in parodontologia e implantologia estetica si è progressivamente ampliata, andando oltre i soli parametri clinici oggettivi.
Il nuovo consensus report internazionale promosso dall'European Federation of Periodontology (EFP) mette al centro il concetto di patient-reported outcomes (PROs) e patient-reported experiences (PREs), strumenti essenziali per valutare non solo l’efficacia clinica, ma anche la soddisfazione del paziente e l’esperienza vissuta durante il trattamento. Questi indicatori sono fondamentali per integrare i tradizionali risultati clinici con la percezione soggettiva, offrendo una visione completa del successo terapeutico in implantologia e parodontologia estetica.
Integrare PROs e PREs nella pratica clinica consente di personalizzare i trattamenti, migliorare la comunicazione con il paziente e orientare la ricerca scientifica verso approcci realmente centrati sulla persona. In questo contesto, la valutazione estetica implantare non è più solo un indice oggettivo, ma diventa parte integrante della qualità percepita, elemento chiave per un approccio moderno e centrato sul paziente.
Obiettivo del consensus report EFP
Il lavoro nasce con l’obiettivo di chiarire quanto i risultati clinici tradizionali, misurati dal professionista, siano effettivamente rappresentativi della soddisfazione del paziente. In parodontologia e implantologia, infatti, l’estetica è stata storicamente valutata mediante indici clinici standardizzati, che non sempre riflettono la percezione soggettiva del risultato finale. Il consensus intende quindi integrare la valutazione clinica con l’esperienza del paziente, fornendo indicazioni utili sia per la ricerca sia per la pratica quotidiana.
Ambiti clinici analizzati
Il documento prende in esame alcuni dei contesti più critici dal punto di vista estetico, come il trattamento delle recessioni gengivali, le diverse tempistiche di posizionamento implantare e la gestione delle deiscenze dei tessuti molli peri-implantari, in particolare nei settori anteriori. Le conclusioni derivano dall’analisi comparata di revisioni sistematiche che hanno messo in relazione i risultati clinici oggettivi con quelli percepiti e riferiti dai pazienti.
Risultati principali
Dall’analisi emerge che, nel trattamento delle recessioni gengivali, tecniche consolidate come il lembo avanzato coronalmente associato a innesto di tessuto connettivo garantiscono risultati clinici eccellenti. Tuttavia, il miglioramento misurato in termini di copertura radicolare e punteggi estetici professionali non sempre coincide con la percezione estetica del paziente. Un quadro simile si osserva in implantologia, dove l’uso di innesti di tessuto connettivo al momento dell’inserimento implantare contribuisce alla stabilità dei tessuti molli, senza che questo beneficio venga sempre pienamente intercettato dagli indici estetici tradizionali. Nei casi di deiscenze peri-implantari, invece, l’aumento dei tessuti molli sembra tradursi più frequentemente in un miglioramento condiviso sia dal clinico sia dal paziente.
Implicazioni per la pratica clinica
Il messaggio che emerge dal consensus è chiaro: l’estetica peri-implantare e la soddisfazione del paziente rappresentano elementi chiave del successo terapeutico e devono essere considerate in modo sistematico. I risultati clinici oggettivi e quelli riferiti dal paziente non sono in contrasto, ma offrono prospettive complementari che arricchiscono il processo decisionale.
Per il dentista, dunque, integrare PROs e PREs nella pianificazione e nella valutazione dei trattamenti significa adottare un approccio davvero centrato sul paziente. Il consensus sottolinea la necessità di futuri studi clinici che includano sistematicamente questi parametri e ribadisce l’importanza di una valutazione multidimensionale del successo terapeutico. Il lavoro, infatti, pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology, conferma il crescente interesse scientifico per un’odontoiatria sempre più orientata ai risultati clinici, ma anche all’esperienza e alle aspettative del paziente.



