Chirurgia

Questo aggiornamento indaga le metodiche  e i materiali nel caso del trattamento chirurgico endodontico.

 

Chirurgia apicale con utilizzo di idrossido di calcio: case report    

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Apical surgery with calcium hydroxide capping of the exposed dentine: a case report   

Soares JA, Silveira FF, Nunes E. J Oral Sci 2007 Mar;49(1):79-83.

Da questo case report si evidenzia come anche in elementi dentali particolarmente compromessi - per esempio in seguito a eventi traumatici, gravi a tal punto da far considerare l’elemento come destinato all’estrazione - si può invece ottenere, se trattati in modo corretto, una buona prognosi e, addirittura, una guarigione periapicale completa a distanza. 

In questo studio è stato analizzato il caso di un dente superiore anteriore (2.1) di un paziente di 17 anni sottoposto a terapia chirurgica retrograda in quanto presentante una lesione periapicale con riassorbimento interno in seguito a un trauma che ha visto anche la completa avulsione del suddetto elemento.
Il dente, immediatamente dopo il trauma, è stato riposizionato nell’alveolo e tenuto in sede mediante uno splintaggio semirigido.

A distanza di sei mesi gli autori, avendo notato un cambiamento di croma, risultando i test al caldo e al freddo negativi ed essendo evidente all’esame radiografico un riassorbimento interno, hanno deciso di trattarlo prima con un trattamento canalare ortogrado, poi con uno chirurgico retrogrado.
Per il trattamento chirurgico, gli autori hanno eseguito, sotto anestesia, un lembo a incisione mucogengivale tipo Wasmund e resecato i 3 mm apicali con una fresa diamantata sotto irrigazione con acqua fisiologica.
La cavità retrograda è stata otturata con un cemento canalare resinoso, contenente idrossido di calcio miscelato alla polvere di ossido di zinco, eccetto il millimetro più apicale in cui a contatto con la dentina resecata è stato posizionato uno strato di idrossido di calcio.
A distanza di 24 mesi l’esame radiografico ha mostrato assenza di rarefazione periapicale e di riassorbimento interno con completo ripristino dello stato di salute dell’osso periapicale e presenza di una lamina dura continua. 

Da questo case report si può concludere che anche nei casi in cui si ha una forte compromissione periapicale si può ottenere una guarigione.

Consiglio clinico

Nei casi di traumi dentali, addirittura con avulsione dell’elemento, si può tentare un reimpianto dentale e un trattamento abbinato ortogrado e retrogrado.

Studio comparativo tra amalgama e compomero come materiali da otturazione nella chirurgia endodontica retrograda      

A comparative study of silver amalgam and compomer as retrograde filling materials in periapical surgery   

Gargallo Albiol J, Aguirre Urízar JM, Gay Escoda C. Oral Med Oral Patol Oral Cir Bucal 2008 Feb 1;13(2):E133-7.

In questo studio comparativo eseguito su animali da laboratorio si evidenzia che dal punto di vista istologico l’utilizzo di un compomero rispetto all’amalgama, per quanto riguarda trattamenti chirurgici retrogradi, scatena nei tessuti adiacenti una risposta infiammatoria maggiore, ma d’altro canto, stimola una migliore e maggiore crescita del cemento radicolare.

Gli autori hanno preso in esame sei cani Beagle di età compresa tra 2 e 3 anni con completa dentizione permanente.
Sono stati trattati 72 denti superiori e inferiori. I cani sono stati anestetizzati e per ogni elemento dentale è stato eseguito il trattamento canalare ortogrado secondo un determinato protocollo, quindi la chirurgia endodontica retrograda.
In 36 denti, appartenenti ai lati destri delle arcate dentali dei cani, è stato utilizzato come materiale da otturazione retrogrado l’amalgama (gruppo controllo), negli altri 36 denti è stato utilizzato un compomero (Dyract).

Dopo 3 mesi gli animali sono stati sacrificati e sono state condotte le analisi istologiche, valutando la formazione di osso attorno agli apici trattati (tabella 1), il grado di infiammazione e lo stato dei tessuti attorno ai materiali utilizzati per l’otturazione. I risultati ottenuti sono stati sottoposti a un’analisi statistica (chi-square test). I campioni otturati con il compomero hanno mostrato infiammazione nel 76,19% dei casi contro il 26,66% del gruppo controllo (tabella 2).
D’altro canto, però, una maggiore ricrescita cementizia è stata riscontrata nei campioni trattati con compomero. Inoltre, è stata riscontrata una maggiore estrusione di materiale oltre apice nei campioni di compomero rispetto al gruppo controllo.

Consiglio clinico

Da questo studio emerge che l’amalgama è da considerare un materiale biocompatibile nei trattamenti chirurgici retrogradi in quanto genera una limitata reazione infiammatoria nei tessuti circostanti.

Metanalisi di diversi materiali da otturazione nella chirurgia periapicale  

Meta-analysis of filler materials in periapical surgery

Fernández-Yáñez Sánchez A, Leco-Berrocal MI, Martínez-González JM. Oral Med Oral Patol Oral Cir Bucal 2008 Mar 1;13(3):E180-5. 

Da questa metanalisi l’MTA, tra i diversi materiali da otturazione retrograda, risulta il migliore dal punto di vista della biocompatibilità e della reazione dei tessuti periapicali, per questi motivi è da considerare dal clinico come il materiale di prima scelta nei casi in cui si debba eseguire un trattamento endodontico chirurgico retrogrado.

Gli autori hanno condotto, sulla bibliografia recente presente su Pub Med, una metanalisi degli articoli in cui venivano messi a confronto quattro diversi materiali da otturazione retrograda: amalgama, IRM, superEBA e MTA. Sono stati valutati il successo/fallimento/guarigione post-trattamento a distanza di tempo, la percentuale di infiltrazione marginale e la biocompatibilità.

Percentuale di successo

È stato definito successo ogni qual volta il dente trattato non presentasse sintomi, fosse funzionale e senza segni clinici di infezione. L’indagine radiografica doveva confermare la guarigione ossea con un legamento parodontale normale. L’infiltrazione marginale è stata valutata in base alla quantificazione in millimetri dei gap formatasi tra dentina e materiale da otturazione e il tempo necessario perché questi si formassero, mentre la biocompatibilità è stata valutata in base al grado di rigenerazione tissutale, deposito di cemento radicolare, neoformazione ossea e risposta  infiammatoria.

Infiltrazione marginale

Dalla metanalisi, la percentuale di successo dei campioni otturati con amalgama è del 76,5%, del 77,7% per IRM, del 95,62% per superEBA e del 91,8% per MTA.
Per quanto riguarda l’infiltrazione marginale il materiale che si è comportato meglio è stato l’MTA con un tempo di comparsa medio di 65,5 giorni, seguito da superEBA, IRM e amalgama.
L’MTA si è anche dimostrato il materiale più biocompatibile, non generando alcuna risposta infiammatoria nei tessuti circostanti.
La rigenerazione tissutale si è riscontrata solo nei campioni otturati con MTA, così come l’apporto di cemento radicolare, mentre la neoformazione ossea è stata riscontrata in tutti i gruppi.

Consiglio clinico

L’MTA deve essere considerato il materiale di prima scelta nei trattamenti di chirurgia endodontica retrograda in quanto risulta il più biocompatibile, garantendo un’ottima percentuale di successo a distanza.

Chirurgia - Ultima modifica: 2008-09-15T14:03:05+02:00 da elisabettadolzan
Chirurgia - Ultima modifica: 2008-09-15T14:03:05+02:00 da elisabettadolzan