Dalla sua introduzione negli anni ’80 del secolo scorso, il chewing gum senza zucchero è diventato un prodotto sempre più di supporto complementare al benessere del cavo orale. Un'evoluzione resa possibile dalla continua attività di ricerca che ha accompagnato lo sviluppo delle formulazioni e che oggi trova conferma in una letteratura scientifica sempre più ampia. I primi studi sulle funzionalità del chewing gum senza zucchero risalgono agli anni ’60 negli Stati Uniti e in Europa agli anni ’70, con i famosi Turku Sugar Studies del Prof. Kauko K. Mäkinen

In Italia a guidare questa evoluzione è l’azienda leader di mercato Perfetti Van Melle, che quest’anno celebra 80 anni dalla fondazione. In Italia il chewing gum nasce nel 1956 quando Perfetti lancia Brooklyn, il primo chewing gum made in Italy: da allora questo prodotto ha fatto tantissimi progressi, passando dal formato lastrina al confetto, da versioni con zucchero a quelle senza zucchero fino alle attuali formulazioni con ingredienti funzionali sviluppate attraverso un costante lavoro di innovazione.
Un'attività che continua ancora oggi nel centro di Ricerca e Sviluppo di Lainate, in provincia di Milano, sede storica del Gruppo e punto di riferimento internazionale per lo sviluppo del chewing gum, dove da decenni vengono studiate nuove formulazioni e ingredienti funzionali. Il Centro di Ricerca si avvale anche della collaborazione di importanti Università e centri di ricerca in Italia, proprio per assicurare che i benefici funzionali siano sostenuti da ricerche cliniche.

chewing gum Per favorire la diffusione di informazioni corrette e basate sulle evidenze scientifiche, Perfetti Van Melle promuove Chewing Gum Reloaded, il progetto educational rivolto sia ai professionisti della salute orale sia al grande pubblico, che raccoglie e valorizza le principali evidenze disponibili sul ruolo del chewing gum senza zucchero.

Chewing gum e stimolazione salivare: il primo meccanismo d'azione

Tra gli effetti più documentati vi è la stimolazione del flusso salivare indotta dalla masticazione. L'aumento della saliva contribuisce alla neutralizzazione degli acidi prodotti dal metabolismo batterico, favorisce la remineralizzazione dello smalto e sostiene i fisiologici processi di detersione del cavo orale. A questo si associa l'azione meccanica della masticazione, che facilita la rimozione dei residui alimentari dalle superfici dentali. Un recente studio ha dimostrato che tre minuti di masticazione consentono di eliminare circa il 50% dei detriti alimentari residui1.

Controllo del biofilm e prevenzione della carie

Quando il chewing gum è senza zucchero e contiene xilitolo, i benefici risultano ulteriormente potenziati. Lo xilitolo contribuisce al controllo del biofilm dentale, al mantenimento di un pH orale favorevole e alla capacità di interferire con il metabolismo dei principali batteri cariogeni2. Una ricerca pubblicata nel 2025 ha inoltre evidenziato che un chewing gum contenente xilitolo e fluoro è in grado di ridurre significativamente l'indice di placca già dopo 15 minuti di masticazione3. Le più recenti revisioni della letteratura confermano inoltre l'associazione tra consumo regolare di xilitolo e riduzione della progressione delle lesioni cariose2.

chewing gum

Accanto agli effetti sul biofilm, alcune formulazioni contenenti ingredienti funzionali come calcio carbonato, esametafosfato di sodio o tripolifosfati possono contribuire a limitare la formazione di pigmentazioni estrinseche, mentre lo xilitolo favorisce la caratteristica sensazione di alito fresco4-5

L'evoluzione del chewing gum senza zucchero dimostra come la ricerca possa trasformare un prodotto di largo consumo in uno strumento complementare alle strategie di prevenzione, con benefici riconosciuti e documentati dalla comunità scientifica. Scopri tutti i benefici.

Bibliografia

  1. Ashkenazi M. et al. Effectiveness of Chewing Gum After Water Rinsing in Removing Remnants of Sticky Cookies From Posterior Teeth. Int J Dent Hyg. 2025.
  2. Söderling E., Pienihäkkinen K. Xylitol and dental caries prevention: updated evidence. BMC Oral Health. 2025.
  3. Levrini L. et al. Effects of Chewing Gum on Plaque Index: A 3-Dimensional Colorimetric Analysis. Dentistry Journal. 2025.
  4. Porciani PF et al. Whitening effect by stain inhibition from a chewing gum with sodium hexametaphosphate.
  5. Porciani PF et al. Effect on dental stain occurrence by chewing gum containing sodium tripolyphosphate.

 

 60 anni di ricerca sul chewing gum: l’innovazione al servizio della salute orale - Ultima modifica: 2026-09-17T08:54:04+02:00 da Paola Brambilla
 60 anni di ricerca sul chewing gum: l’innovazione al servizio della salute orale - Ultima modifica: 2026-09-17T08:54:04+02:00 da Paola Brambilla