Le lesioni radicolari richiedono grande attenzione. Un gruppo di ricercatori della School of Dentistry dell'Università di Birmingham, nel Regno Unito, ha valutato le potenzialità di un nuovo materiale composito contenente biovetro sostituito con stronzio per il trattamento delle lesioni radicolari. L'obiettivo dello studio era verificare se questo materiale fosse in grado di favorire l'adesione delle cellule epiteliali gengivali e, di conseguenza, contribuire al ripristino del sigillo biologico attorno ai denti restaurati. L'interesse per questo tema nasce dalla crescente diffusione delle lesioni della superficie radicolare, una condizione che interessa soprattutto la popolazione anziana e i pazienti con recessione gengivale.

Un problema clinico ancora aperto

Le lesioni radicolari possono avere origine multifattoriale. Carie, abrasione da spazzolamento, erosione chimica e abfraction rappresentano le cause più comuni. In molti casi questi difetti si sviluppano in prossimità dei tessuti gengivali e richiedono restauri che rimangano a stretto contatto con l'epitelio. I materiali oggi utilizzati consentono generalmente di ripristinare forma e funzione dell'elemento dentario. Tuttavia, il loro rapporto con i tessuti molli rimane poco compreso. Alcuni studi hanno suggerito che il rilascio di sostanze provenienti dai materiali restaurativi possa influenzare negativamente la risposta biologica locale. Inoltre, la difficoltà di ottenere una stabile adesione dei tessuti gengivali alle superfici restaurate potrebbe contribuire all'insorgenza di infiammazione, recessione e recidiva della patologia. Per questo motivo i ricercatori hanno cercato di sviluppare un materiale capace non solo di restaurare il difetto, ma anche di favorire una migliore integrazione biologica con i tessuti circostanti.

Le caratteristiche del nuovo materiale

Il materiale sperimentale analizzato nello studio era costituito da una matrice resinosa idrofila caricata con un biovetro contenente stronzio. Lo stronzio è un elemento che negli ultimi anni ha attirato l'attenzione della ricerca biomedica grazie alle sue proprietà biologiche. Diversi lavori hanno infatti evidenziato la sua capacità di sostenere l'attività cellulare, favorire la formazione di nuovi tessuti e contribuire ai processi di guarigione. Gli autori hanno confrontato il nuovo composito con tre materiali già presenti sul mercato: un cemento vetroionomerico modificato con resina e due compositi restaurativi di uso clinico. Per ogni materiale sono state esaminate le caratteristiche chimiche, il rilascio di ioni e monomeri e la capacità di supportare l'adesione cellulare.

Analisi di laboratorio e risposta biologica

I ricercatori hanno utilizzato una linea cellulare di cheratinociti orali per simulare il comportamento dell'epitelio gengivale a contatto con i materiali. Le cellule sono state poste direttamente sulle superfici restaurative e successivamente analizzate mediante test quantitativi e microscopia elettronica. I risultati hanno mostrato differenze significative tra i materiali esaminati. Il composito contenente biovetro sostituito con stronzio ha favorito l'adesione del maggior numero di cellule vitali. Inoltre, le cellule hanno evidenziato una morfologia più espansa e una maggiore capacità di stabilire contatti reciproci. Le osservazioni al microscopio hanno confermato questi dati. Sulle superfici del materiale sperimentale i cheratinociti apparivano ben distribuiti, appiattiti e dotati di strutture cellulari compatibili con una forte adesione al substrato. Al contrario, sulle superfici degli altri materiali le cellule mostravano spesso una forma più tondeggiante e segni di minore interazione biologica.

Il ruolo di stronzio, silicio e pH

L'analisi del profilo di rilascio ha fornito indicazioni interessanti sui possibili meccanismi responsabili di questi risultati. Il nuovo composito ha rilasciato quantità superiori di ioni stronzio e silicio rispetto ai materiali di confronto. Parallelamente, ha determinato un aumento del pH dell'ambiente di coltura. Gli autori hanno osservato una correlazione positiva tra adesione cellulare, rilascio di ioni stronzio e silicio e incremento del pH. Questi fattori sembrano creare condizioni favorevoli alla sopravvivenza e alla diffusione dei cheratinociti. Lo stronzio potrebbe contribuire a migliorare le interazioni tra le cellule e a sostenere l'integrità dei tessuti epiteliali. Il silicio, invece, è stato associato in precedenti studi alla regolazione di processi cellulari coinvolti nella migrazione e nella proliferazione. Anche un ambiente leggermente più alcalino potrebbe favorire la risposta biologica e i processi di guarigione.

Prospettive cliniche per la gestione delle lesioni radicolari

Lo studio, pubblicato su Dental Materials, apre prospettive interessanti per la restaurativa e la parodontologia. Tradizionalmente la ricerca sui materiali bioattivi si è concentrata soprattutto sulla remineralizzazione dei tessuti duri. In questo caso, invece, l'attenzione si sposta sull'interazione con i tessuti molli. Un miglior sigillo biologico potrebbe infatti contribuire a limitare la penetrazione batterica e a preservare la salute parodontale nel lungo periodo.

Lesioni radicolari, allo studio un nuovo composito bioattivo - Ultima modifica: 2026-06-22T09:47:50+02:00 da Pierluigi Altea
Lesioni radicolari, allo studio un nuovo composito bioattivo - Ultima modifica: 2026-06-22T09:47:50+02:00 da Pierluigi Altea