Osteoporosi e odontoiatria, verso uno screening opportunistico con la CBCT

osteoporosi

L'osteoporosi è una malattia che, com'è noto, ha ricadute importanti nell'odontoiatria e oggi ancor di più. Una recente revisione sistematica condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze ha analizzato le evidenze scientifiche disponibili sul rapporto tra alterazioni ossee dei mascellari osservabili con CBCT e riduzione della densità minerale ossea sistemica. D'altro canto, oggi la CBCT rappresenta uno degli strumenti diagnostici più utilizzati in implantologia, chirurgia orale, endodonzia e ortodonzia complessa. Ogni giorno migliaia di pazienti eseguono esami tridimensionali per finalità strettamente odontoiatriche. Secondo gli autori, queste immagini potrebbero offrire informazioni utili anche sullo stato generale delle ossa del paziente.

Una patologia spesso silenziosa

L’osteoporosi è una malattia sistemica caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dall’alterazione della microarchitettura scheletrica. La patologia aumenta il rischio di fratture e colpisce soprattutto le donne in post-menopausa. La diagnosi si basa principalmente sulla densitometria DXA, considerata il gold standard. Non tutti i pazienti a rischio, tuttavia, eseguono controlli specifici. In questo contesto il dentista potrebbe avere un ruolo più importante rispetto al passato. Molti soggetti si sottopongono infatti a indagini radiologiche odontoiatriche con maggiore frequenza rispetto agli esami medici dedicati alla salute ossea. Per questo motivo la CBCT potrebbe trasformarsi in uno strumento utile per individuare segni indiretti di fragilità scheletrica.

La mandibola come possibile indicatore dell'osteoporosi

La revisione ha preso in esame 23 studi che confrontavano parametri rilevati tramite CBCT con i valori ottenuti mediante DXA. Gran parte delle ricerche si è concentrata sulle donne in post-menopausa, considerate la popolazione più esposta all’osteoporosi primaria. Secondo gli autori, diversi parametri mandibolari mostrano una correlazione significativa con la riduzione della densità minerale ossea. In particolare, l’attenzione si è focalizzata sullo spessore della corticale mandibolare e sulle modificazioni della trabecolatura ossea. In numerosi pazienti osteoporotici la mandibola presenta infatti una corticale più sottile e una struttura trabecolare meno densa. Anche alcuni valori radiografici ottenuti dalla CBCT sembrano riflettere alterazioni metaboliche dell’osso sistemico. Per l’odontoiatra questo aspetto ha un valore pratico importante.

Implicazioni cliniche in implantologia

Il tema interessa soprattutto l’implantologia. La qualità e la quantità dell’osso rappresentano infatti fattori centrali nella stabilità primaria dell’impianto e nella pianificazione chirurgica. L’osteoporosi non costituisce automaticamente una controindicazione al trattamento implantare. Tuttavia, il metabolismo osseo del paziente può influenzare alcuni aspetti clinici, soprattutto nei casi complessi o in presenza di terapie farmacologiche specifiche. La CBCT consente già oggi una valutazione dettagliata dei volumi ossei disponibili. Se in futuro sarà possibile integrare anche parametri correlati alla densità minerale ossea, l’esame potrebbe assumere un ruolo ancora più strategico nella pianificazione terapeutica. Gli autori sottolineano però un punto fondamentale. La CBCT non deve essere considerata un sostituto della DXA. L’esame odontoiatrico non permette infatti una diagnosi certa di osteoporosi.

I limiti attuali della metodica

Nonostante i risultati incoraggianti, la revisione evidenzia diversi limiti. Gli studi disponibili utilizzano protocolli differenti e criteri di valutazione non uniformi. Inoltre, i valori ottenuti con CBCT possono variare in base al dispositivo utilizzato, ai parametri di acquisizione e ai software di elaborazione. Questa eterogeneità rende difficile definire soglie diagnostiche affidabili e immediatamente applicabili nella pratica clinica quotidiana. Anche per questo motivo gli autori invitano alla prudenza. La CBCT può aiutare il dentista a identificare pazienti potenzialmente a rischio, ma non può sostituire gli esami medici dedicati. Il vero valore della metodica potrebbe quindi risiedere nello screening opportunistico. In altre parole, l’odontoiatra potrebbe intercettare segnali sospetti durante un esame eseguito per altre finalità cliniche.

Verso una odontoiatria più integrata

La revisione conferma inoltre un cambiamento culturale già in corso. L’odontoiatria moderna dialoga sempre più con la medicina sistemica. Le immagini radiologiche non servono soltanto a pianificare un impianto o a valutare una lesione locale, ma possono offrire indicazioni più ampie sullo stato di salute del paziente. In questo scenario anche l’intelligenza artificiale potrebbe avere un ruolo importante. Gli autori ipotizzano sistemi capaci di analizzare automaticamente le immagini CBCT e riconoscere pattern associati alla perdita di densità ossea. Software basati su algoritmi di deep learning potrebbero segnalare alterazioni corticali mandibolari sospette direttamente durante la refertazione radiologica. Questo approccio potrebbe aumentare la capacità di screening e favorire diagnosi più precoci.

Un tema destinato a crescere

Pubblicata sulla rivista Current Osteoporosis Reports, la revisione evidenzia come la CBCT possa diventare uno strumento complementare nella valutazione della salute ossea del paziente odontoiatrico. Il lavoro non propone nuovi criteri diagnostici e non modifica il ruolo centrale della DXA. Tuttavia, suggerisce una prospettiva clinica concreta: il dentista potrebbe contribuire in modo sempre più attivo all’identificazione precoce dei soggetti a rischio osteoporosi, sfruttando esami radiologici già presenti nella pratica quotidiana.

Osteoporosi e odontoiatria, verso uno screening opportunistico con la CBCT - Ultima modifica: 2026-05-25T16:45:04+02:00 da Pierluigi Altea
Osteoporosi e odontoiatria, verso uno screening opportunistico con la CBCT - Ultima modifica: 2026-05-25T16:45:04+02:00 da Pierluigi Altea