Efficacia del platelet-rich fibrin (PRF) nel decorso postoperatorio del terzo molare inferiore

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Nella prima fase postoperatoria dopo chirurgia del terzo molare, il paziente va comunemente incontro ad alcune complicanze di natura infiammatoria: dolore, gonfiore, trisma. Diverse strategie terapeutiche sono state sperimentate nell'intento di ridurre questo tipo di complicanze e, in aggiunta, implementare la guarigione del sito: scelta di un lembo piuttosto che di un altro, ostectomia con strumenti a bassi giri, protocolli farmacologici diversi, crioterapia, laser.

Un ulteriore opzione, sempre più documentata negli ultimi anni, è rappresentata dall'impiego di derivati piastrinici, prodotti direttamente alla poltrona a partire dalle componenti ematiche fornite dal paziente stesso. Un esempio è il platelet-rich fibrin (PRF), un concentrato piastrinico, processato senza trombina, utilizzato in chirurgia orale per favorire la riepitelizzazione dopo enucleazione di cisti o, appunto, estrazioni dentali.

In effetti, l'uso di questo prodotto, definito di seconda generazione all'interno della propria categoria, è ampiamente documentato nell'ambito della chirurgia del terzo molare. Ciò che non risulta del tutto chiarito è, invece, il suo effettivo potenziale nell'influenzare il decorso postoperatorio, interferendo con le relative complicanze.

A tale proposito, Xu e colleghi hanno condotto una revisione sistematica con meta-analisi sull'argomento, al fine di indagare efficacia e sicurezza della procedura nella chirurgia dell'ottavo inferiore. I risultati di tale studio sono stati recentemente pubblicati su BMC Oral Health.

Letteratura: PRF nel decorso dell'estrazione degli ottavi

I revisori hanno sondato i database Pubmed, Embase e Cochrane library, estraendo un totale di 98 documenti, 69 escludendo i doppioni. Da questo pool sono stati scartati 42 documenti giudicati non rilevanti, più altri 9 in quanto lettere o essi stessi revisioni o meta-analisi. Dei 18 trial clinici randomizzati, 8 sono stati tagliati perché non conformi ai criteri di inclusioni stabiliti: 4 hanno confrontato il PRF con interventi diversi, 1 è risultato essere uno studio caso-controllo comunque non utilizzabile e dai 3 rimanenti non è stato possibile estrarre i dati. Pertanto, alla meta-analisi sono giunti, infine, 10 studi pubblicati tra il 2010 e il 2017, che nel loro insieme hanno valutato dolore postoperatorio, gonfiore, trisma, guarigione dei tessuti molli e attività osteoblastica, oltre che l'incidenza dell'osteite alveolare.

A favore dell'impiego del PRF sono state rilevate differenze significative nel controllo del dolore – per l'esattezza il dato emerge in terza giornata ma non risulta statisticamente rilevante per tutta la settimana del postoperatorio monitorato – e del gonfiore – in questo caso subito in prima giornata. In più, l'uso del PRF ha favorito una significativa riduzione della complicanza rappresentata dall'osteite alveolare.

Non risultano invece differenze significative in riferimento agli altri elementi del postoperatorio considerati.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31345203

Efficacia del platelet-rich fibrin (PRF) nel decorso postoperatorio del terzo molare inferiore - Ultima modifica: 2019-08-28T08:04:46+00:00 da redazione
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