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Anche locali a prima vista non «appetibili» possono trasformarsi in luoghi di lavoro piacevoli. Questa volta la scelta è caduta su due seminterrati; con opportune modifiche sono diventati luminosi, quasi non ci si rende conto di essere al di sotto del livello stradale.

L’esperienza, i molteplici casi affrontati ci hanno insegnato che la scelta dell’unità immobiliare nella quale il professionista intende aprire il proprio ambulatorio è dettata soprattutto da considerazioni che riguardano essenzialmente la zona, le opportunità di parcheggio, il servizio dei mezzi pubblici, e naturalmente il costo (dell’affitto o dell’acquisto).

Non è raro neppure che ci venga richiesto di valutare la fattibilità della realizzazione di un ambulatorio odontoiatrico in seminterrati. In questi casi è fondamentale in via preliminare valutare che le norme generali in fatto di igiene del lavoro possano essere rispettate e che siano assicurate idonee condizioni di aerazione, illuminazione e microclima.

Slalom fra i commi

È quanto mai necessario conoscere alla perfezione le norme di riferimento e le disposizioni ASL della zona per essere certi di poterle assolvere in pieno. Va garantita, fra l’altro, l’accessibilità ai pazienti diversamente abili come da D.M.

n. 236 del 14/06/1989 («Prescrizioni tecniche necessarie a garantire… il superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche»). Allo scopo è necessario presentare alla ASL di zona la richiesta di autorizzazione in deroga all’art. 65 D.Lgs. 81/2008. Altrettanto importante è la verifica della destinazione d’uso dell’immobile, controllando se possibile il progetto edilizio originale e le eventuali varianti occorse nel corso degli anni.

La salvaguardia dell’esistente

Dopo di che due sono le possibilità: i requisiti richiesti sono già garantiti da un buon stato di fatto esistente, o quantomeno lo stato di fatto esistente permette la realizzazione delle opere necessarie «ope legis». In questo secondo caso rimane ovviamente da valutare che le modifiche non abbiamo costi tali da non rendere più interessante l’intera operazione.

Certi della possibilità di adeguare gli ambienti all’attività professionale, è necessario concretizzare la fase progettuale e la definizione dei costi di realizzo.

Diciamo subito che se l’unità immobiliare non è di proprietà nella maggior parte dei casi si evita di intervenire con opere murarie rilevanti, cercando di adeguare il più possibile l’esistente alle necessità (fra l’altro non è scontato che la proprietà darebbe il consenso a modifiche sostanziali…).

Due esempi concreti

Per restare nel concreto, vorrei citare i casi di due ambulatori di recente realizzazione situati l’uno nel centro di Milano, l’altro a Città studi, entrambi collocati in un seminterrato.

Si tratta di unità immobiliari fra i 75 e i 100 metri quadrati commerciali, progettate entrambe con: ingresso, reception, sala di attesa, locale sterilizzazione, due sale operative, spogliatoio e bagno del personale, bagno pazienti, vano macchine.

In un caso però la distribuzione interna degli spazi era già idonea per quanto si intendeva realizzare. È perciò bastato costruire il vano per il bagno pazienti, senza sottrarre eccessivo spazio al locale di ingresso-attesa.

Nell’altro caso, invece, l’unità immobiliare era costituita da due grossi locali con il gruppo servizi centrale, che ha richiesto modifiche sia pure minime. La ripartizione degli spazi è avvenuta in due ambienti distinti: la zona clinica costituita da due sale operative, sterilizzazione e grosso armadio di stoccaggio; la zona extraclinica con sala attesa, reception, archivio, spogliatoio.

La progettazione di entrambi gli appartamenti è stata mirata al mantenimento di quanto già c’era, senza invasive opere di demolizione. Piccoli accorgimenti progettuali capaci di rendere l’ambiente luminoso, hanno annullato il fatto di che i locali sono situati al di sotto del livello stradale.

Con gusto e semplicità

In conclusione non dobbiamo mai dimenticare che l’apertura, il trasferimento o la ristrutturazione del proprio ambulatorio è per il nostro cliente un avvenimento eccezionale. Rappresenta un svolta per la sua attività, in ogni caso è sempre un passo significativo. È dunque importante tenere presente che anche locali a prima vista non «appetibili», quando siano ben collocati e abbiano costi equi di affitto o acquisto, possono con adeguati interventi e modifiche divenire idonei e piacevoli ambienti di lavoro.

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