Trattamento ortodontico del secondo molare incluso

Trattamento ortodontico del secondo molare incluso

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L’inclusione di elementi permanenti, anche di grado importante, è un fenomeno relativamente frequente, al di là di quanto avviene comunemente per i terzi molari. Tale condizione coinvolge più frequentemente i canini e, dopo di questi, i secondi molari. Si tratta di un fenomeno a eziologia multifattoriale, con uno schema che risulta peculiare per i diatorici, le cui gemme si sviluppano a partire dall’estensione posteriore della lamina dentaria e si portano in arcata senza la guida determinata dal deciduo. Per quanto riguarda, nello specifico, i secondi molari, l’inclusione si osserva più comunemente monolateralmente, a livello mandibolare. L’elemento viene spesso a trovarsi mesioinclinato. Le principali cause predisponenti la condizione sono dunque posizione la ectopica del follicolo, la presenza di ostacoli lungo il tragitto di eruzione, o l’interruzione del processo.

È auspicabile che la condizione venga diagnosticata precocemente, così come lo è un recupero funzionale dell’elemento incluso. Questo anche al fine di prevenire complicazioni quali pericoroniti, aumento del rischio di carie e sofferenza parodontale a danno degli elementi adiacenti, riassorbimento radicolare a carico degli stessi, e degenerazione cistica del follicolo.

Video: trattamento ortodontico del secondo molare incluso

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Sulla base di quanto affermato, pare dunque essere il recupero ortodontico guidato il trattamento di elezione nel caso di settimi molari inclusi. Nella maggior parte dei casi, si rende necessario un’adiuvante di tipo chirurgico, in primo luogo con il fine di esporre la corona dell’elemento, che può essere comunque parzialmente visibile. Oltre a ciò, il piano di trattamento può ad ogni modo prevedere l’intervento di estrazione del terzo molare.

Dal punto di vista ortodontico, sono diverse le modalità che possono essere adottate per guidare l’elemento in arcata. Si possono impiegare retainer a molla, cui applicare azione meccanica di tipo sezionale o segmentale. In alternativa, possono essere utilizzati mini-impianti ad ancoraggio corticale, da posizionare temporaneamente in sede retromolare.

L’allineamento potrà essere ottenuto senza assistenza chirurgica, qualora si liberi spazio tramite l’uprighting, che risulta accoppiato a un movimento di distoinclinazione. Anche in questo caso, comunque, la presenza del terzo molare potrà creare interferenza.

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