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Studio dentistico: una scelta di visibilità

La riconversione a uso ambulatoriale di negozi precedentemente destinati ad attività commerciali comporta quasi sempre una serie di interventi obbligatori finalizzati al raggiungimento di un risultato soddisfacente sia per il committente che per il progettista.

Il decreto legislativo 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro riconosce chiaramente – nel suo allegato IV “Requisiti dei luoghi di lavoro”, in particolare al paragrafo 1.9 “Microclima” – la possibilità di illuminare e aerare in modo artificiale i luoghi di lavoro in via alternativa e non integrativa rispetto a quella naturale. Quanto appena citato vale ovviamente anche per gli ambulatori medici. È altresì vero che gli organismi preposti, nel caso di ambulatori/poliambulatori, richiedono rapporti aero-illuminanti naturali o quanto meno che vi siano rapporti illuminanti naturali e a integrazione dei rapporti aeranti, se non soddisfacenti, un adeguato impianto di condizionamento con ricambio di aria (in conformità alla normativa UNI 10339). Recentemente, il Dipartimento di Prevenzione Medica SC Igiene e Sanità Pubblica di Milano, in merito alla progettazione di un ambulatorio polispecialistico in un negozio, ha richiesto che le tre sale odontoiatriche e le sale visita presenti fossero illuminate naturalmente, consentendo, per soddisfare i rapporti aeranti, l’adozione dell’impianto di condizionamento con ricambio aria in conformità alla UNI 10339. 

È bene precisare che la struttura sarebbe comunque risultata in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi generali e specifici previsti dal R.L.I., dal D.M. 37/08, dal D.P.R. 14/01/097 e dalla legge regionale n. 33 del 30.12.2009 e successive modifiche. Certo è che quando l’oggetto dell’intervento è un negozio la questione dei rapporti aria/luce può essere rilevante ed è indispensabile avere padronanza della normativa. Sempre più spesso mi capita di effettuare sopralluoghi in negozi con la prospettiva di realizzarvi ambulatori e credo che questo dipenda sia dalla maggiore disponibilità a costi appetibili, sia dalla maggior visibilità che questi prospettano. Date le caratteristiche strutturali di un negozio è necessario, prima di procedere con l’acquisto o la stipula di un contratto di affitto, definire non solo la fattibilità rispetto alle normative, ma anche analizzare con cura i costi ai quali si va inevitabilmente incontro. Infatti, trasformare un negozio in un ambulatorio richiede una serie di interventi obbligatori. Anche a occhi inesperti risulta evidente quanto le peculiarità di un’unità immobiliare destinata a uso commerciale siano diverse da quelle di un ambiente medico. Un negozio di norma si compone di un unico locale destinato all’esposizione e alla vendita, di un retro e di un servizio igienico. Pertanto saranno tassative opere di partizione interna, la realizzazione di impiantistica idrosanitaria e speciali, di impiantistica elettrica e riscaldamento, di nuove pavimentazioni, di contro-soffitti e di un idoneo impianto di aria condizionata con ricambi aria che sia non solo in conformità alle normative vigenti, ma che soddisfi il microclima richiesto dalla committenza. Quando l’oggetto di intervento è un appartamento si può presupporre di poter valutare più soluzioni progettuali e tecnico/economiche ed è verosimile, se lo si desidera, adeguare gli ambienti esistenti senza grandi stravolgimenti. Viceversa, come detto, il negozio per sua natura difficilmente permette una progettazione di mantenimento dell’esistente, rendendo semmai obbligatorie realizzazioni ex novo. Proprio per questi motivi è tassativo approcciarsi con il massimo rigore progettuale in modo da adottare soluzioni esaustive, sia in termini di risultato che di rapporto qualità/prezzo. Diversamente si rischierebbe di non ottenere un buon risultato e di non soddisfare neppure il committente. A riguardo, di recente ci siamo occupati della conversione di un negozio, situato in un comune dell’hinterland milanese, in ambulatorio poli-specialistico. Su una superficie totale di 122 metri2, sono stati realizzati: un ingresso, una confortevole sala di attesa, una reception con funzione di segreteria e armadio archivio, antibagno e bagno pazienti idoneo anche a soggetti diversamente abili, corridoio clinico, tre sale operative odontoiatriche, un ufficio privato, un vano sterilizzazione, una sala visite, un vano server, uno spogliatoio e un bagno privato, un vano macchine e un vano break. Particolare attenzione è stata posta alla progettazione illuminotecnica, e tutte le lampade presenti sono di nuova generazione e a risparmio energetico. Nella zona extra clinica si è voluta un’illuminazione calda che comunicasse un senso di accoglienza, mentre nelle sale operative e nella zona visita si sono installate lampade con colorazione di 4500 gradi Kelvin, specifiche per la tipologia di attività. La movimentazione dei volumi è stata caratterizzata da una serie di controsoffittature che, oltre ad avere una funzione meramente estetica, esaltano l’illuminazione delle diverse zone di transito e di servizio e celano le canalizzazioni elettriche e idrauliche. La pavimentazione prescelta, in piastre di gres porcellanato, è stata posata con utilizzo di malta prodotta da primaria ditta, costituita da molecole di natura organica che distribuendosi omogeneamente nella microstruttura della fuga impediscono alla radice la formazione di micro organismi. Tutto l’arredamento è stato progettato e realizzato a misura operazione che ha reso possibile il recupero di spazi preziosi.

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