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Stomatopirosi e sindrome da bocca urente o burning mouth

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Negli ultimi anni si è sviluppato un forte interesse attorno a queste patologie, definite in inglese burning mouth. Il paziente riferisce un corollario sintomatologico ampio: il sintomo di base è ovviamente un senso di bruciore a carico delle mucose orali e periorali, ma possono essere presenti diversi altri sintomi, alcuni dei quali definiti caratteristicamente “sintomi bizzarri”.

La distinzione principale è tra stomatopirosi primaria e secondaria.

Nel caso della secondaria, che viene definita appunto burning mouth, sarà sempre presente a monte una patologia da cui il sintomo deriva. L’approccio terapeutico, di conseguenza, sarà guidato dallo studio delle cause.

Si distingueranno in primo luogo fattori locali: lichen planus e altre malattie immunitarie, varie forme di candidosi (sarà utile la diagnosi su base topografica), glossite migrante, xerostomia (tipicamente nella sindrome di Sjogren), traumatismo cronico a carico delle mucose, stomatiti a base allergica. In altri a casi la causa è una patologia sistemica: ipovitaminosi, anemia sideropenica, diabete mellito, ipotiroidismo, immunodeficienza (da HIV in particolare).

È chiaro che, laddove la patologia primitiva non abbia causato una neuropatia irreversibile e sia quindi possibile la restitutio ad integrum, il corretto trattamento di questa dovrebbe rimuovere anche lo stimolo algico.

Più complesso il discorso riguardante la stomatopirosi primaria. Diversi Autori riconoscono il fatto che ricorrano più fattori dipendenti dal soggetto, tanto che alcuni hanno addirittura coniato una sorta di identikit del paziente-tipo. Innanzitutto, si tratta frequentemente di una donna in età peri- o postmenopausale. Il dolore riferito può concentrarsi in uno o più sedi precise (punta o lati della lingua, labbro inferiore ecc.) o essere generalizzato, ma mai neuromerico. Tende poi a presentare un’andamento che si ripete da un giorno all’altro (crescente o decrescente, ma può anche essere irregolare). Tra i tanti fattori causali possibili, si osserva frequentemente una forte associazione con disordini di tipo psicosomatico. Non è raro che il soggetto riferisca che l’insorgenza abbia seguito un trattamento odontoiatrico.

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Per tutti i motivi sopracitati, secondo diversi Autori, quella che qui si delinea è una vera e propria patologia sindromica, definita quindi burning mouth syndrome (sindrome da bocca urente).

La diagnosi si basa sull’esclusione di qualsiasi forma di stomatopirosi secondaria. Anche il trattamento può essere estremamente articolato. È spesso necessario un consulto neurologico o psichiatrico anche se, negli ultimi anni, è stato formulato un efficace – per quanto non risolutivo – trattamento non farmacologico a base di capsaicina, sostanza che va ad “ingannare” i recettori vanilloidi che mediano il senso di bruciore.

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