Short term orthodontics

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Un precedente articolo pubblicato su queste stesse pagine ha illustrato quali sono le metodiche in fase di studio nell’ottica di accelerazione degli spostamenti ortodontici.

Il presente lavoro si propone invece di considerare quale sia la prospettiva attuale riguardo alla cosiddetta short term orthodontics (STO). Questa metodica, basata principalmente sull’utilizzo di aligner – alcuni Autori usano comunque il termine STO in relazione a trattamenti fissi convenzionali – in passato veniva impiegata come una sorta di protocollo ortodontico semplificato. Oggi, grazie anche all’avvento delle procedure CAD/CAM, si propone di rispondere alle richieste di pazienti adulti, i quali desiderano trattamenti poco invasivi esteticamente, confortevoli e soprattutto che garantiscano risultati in tempi brevi. Come qualsiasi opzione in ortodonzia, però, la short term non è effettivamente applicabile a tutti i casi che abbiano richieste di questo tipo. È pertanto essenziale riconoscere i pazienti ai quali la metodica risulta effettivamente proponibile. Emblematico il fatto che in Letteratura non siano reperibili lavori incentrati tanto sulle aspettative del paziente, quanto sulla sua adesione in corso di trattamento.

Alcuni Autori, al fine di sottolineare la propensione della metodica per la gestione di casi estetici (compreso ad esempio il completamento di casi protesici), vi fanno riferimento con il nome cosmetically focussed orthodontics. Gli effetti ottenibili sono arrotondamento del profilo dell’arcata, risoluzione di affollamento – o al contrario diastema – da lieve a moderato – rotazioni, uprighigting, correzione dei profili di emergenza, da limitare però nella maggior parte dei casi alla zona intercanina.

Short term orthodontics: tempistiche

Dal punto di vista delle tempistiche, non si rileva piena concordanza in letteratura, ma si può affermare che un trattamento di questo tipo possa coprire un periodo intorno ai mesi e comunque non oltre i 9, di modo da non sforare a tutti gli effetti in un trattamento ortodontico vero e proprio.Tra gli aspetti biologici che possono condizionare l’approccio al paziente, una voce pesante nell’adulto è rappresentata dalle condizioni del parodonto. In questo senso, la gestione dell’igiene orale è decisiva. Confrontando l’efficacia del trattamento con aligner e di quello fisso tradizionale nel paziente parodontale, Han ha osservato un miglioramento a seguito di entrambi, senza differenze significative in termini di indice di placca, gingival index e relative modificazioni e di alterazioni a carico del livello osseo. Paradossalmente, pur nei limiti dello studio di coorte, l’Autore riferisce una durata maggiore per quanto riguarda il trattamento con aligner.

Riconsiderando dunque i tempi del trattamento, Buschang ha comunque stabilito che la terapia fissa convenzionale è più dispendiosa per quanto riguarda la durata in mesi, ma anche in termini di tempi alla poltrona. Dall’altra parte, gli aligner dimostrano un impatto maggiore in termini economici.

Da ultime, vanno considerate le problematiche dell’aligner in sè. L’indice di irregolarità di Little costituisce sempre un’opzione valida nel quantificare il grado di allineamento. Sondando la Letteratura – si fa riferimento ad esempio al lavoro di Bow – si ritrovano prodotti diversi per materiale: da ciò derivano effetti differenti per quanto riguarda l’efficacia e anche il grado di accettazione da parte del paziente.

 

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