DM_IL DENTISTA MODERNO_.Ritrattamento di otturazione canalare Thermafil®jpg

L’uso delle sistematiche di otturazione canalare tipo Thermafil®, più correttamente carrier-based guttapercha, ovvero costituite da un’anima in plastica e rivestite da guttaperca, forse poco amato dai puristi dell’endodonzia, continua a trovare popolarità tra i professionisti in virtù della sua facilità d’uso.

Uno studio, apparso a metà 2016 sul Giornale Italiano di Endodonzia, sottolinea peraltro i vantaggi di questa sistematica, anche in termini di tasso di sopravvivenza a 5 anni (pari all’88%, con l’85% degli elementi classificato come healthy), incoraggiandone dunque l’impiego clinico.

D’altra parte, è normale che una quota di questi trattamenti, come del resto avviene nel caso di qualsiasi altra metodica, vada incontro a fallimento e richieda di essere riapprocciato endodonticamente.

Come enunciato più ampiamente da un precedente articolo che considerava la tematica più dal punto di vista pratico l’aggressione a un canale così otturato prevede di concentrare gli sforzi proprio sul carrier. Una volta ammorbidita la guttaperca con un solvente, l’anima può essere ingaggiata con un semplice (o più di uno) H-file – sulla plastica è appositamente incisa una scanalatura. La principale alternativa alla rimozione meccanica è quella termica con sistematica tipo System B®.

Un altro e ancor più recente (Clinical Oral Investigations, aprile 2016) lavoro, condotto presso la stessa struttura universitaria bolognese (Master di Endodonzia Clinica, prof. Prati), ribalta la visione, considerando gli esiti del Thermafil® come sistema di otturazione dopo ritrattamento.

Lo studio ha coinvolto 81 pazienti, per un totale di 132 elementi ritrattati, chiusi tramite metodica Thermafil® abbinata a cemento AH Plus e monitorati clinicamente e radiograficamente per un periodo, anche in questo caso di 5 anni, in ottemperanza alle linee guida della European Society of Endodontology.

Il tasso di sopravvivenza è pari all’80% e appare coerente con quello citato in precedenza, contand che molti studi ritrovano un decremento del datonel passaggio tra prima e seconda terapia canalare. Il 7.5% dei denti è stato perso per ragioni endodontiche. L’83% degli elementi è stato classificato come healed (anche in questo caso dato sovrapponibile al precedente 85% healthy) e il restante 17% diseased.

Lo studio ha anche analizzato i fattori pre- e intraoperatori coinvolti nel successo del ritrattamento, che sono risultati essere i seguenti: diagnosi iniziale, presenza/assenza di radiotrasparenza e lunghezza dell’otturazione canalare. Gli autori osservano comunque come il contestuale riscontro di lesione periapicale e overfilling in fase preoperatoria non pregiudicano la possibilità di successo del trattamento.
Anche in questo senso, gli autori concludono supportando l’uso clinico nella metodica.


Riferimenti bibliografici 

http://www.ildentistamoderno.com/otturatori-thermafil-e-rimozione-nei-ritrattamenti-canalari/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28993900

https://www.researchgate.net/publication/302870245_Prognosis_of_root_canal_treatments_filled_with_Thermafil_system_A_5-year_retrospective_study

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