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Nadia Zallocco1
Valerio Milana2
Gianluca Gambarini1
Luca Testarelli2

1 Sapienza Università di Roma, I Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea in Igiene Dentale, Insegnamento di Materiali Dentari, Titolare prof. Gianluca Gambarini
2 Sapienza Università di Roma, I Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea in Igiene Dentale, Insegnamento di Dispositivi dell’Unità Operativa Odontoiatrica, Titolare prof. Luca Testarelli

Riassunto

Lo scopo del presente lavoro è stato quello di valutare e quantificare la contaminazione da paziente della linea idrica del riunito odontoiatrico durante le reali condizioni di esercizio del riunito, impiegando come indicatori microrganismi di origine umana, gli Streptococchi orali, e quindi di comparare l’efficacia, in termini di abbattimento del rischio di bloodborne infection, del flussaggio e della disinfezione discontinua ad alto livello. Sono stati selezionati un riunito odontoiatrico «convenzionale» (A) e uno dotato di un sistema di disinfezione ad alto livello (B), a base di TAED e perossidante, e alimentato con liquido sterile. Entrambi i riuniti sono stati utilizzati su pazienti che necessitavano di trattamenti odontoiatrici di conservativa ed endodonzia.

Nel riunito A si effettuava un flussaggio di 5 minuti a inizio giornata e uno rinforzato (2 minuti) dopo ogni paziente; nel riunito B si eseguiva la disinfezione dopo ciascun paziente. Dopo ogni trattamento clinico è stata prelevata l’acqua erogata direttamente dal riunito (turbina scollegata). I dati ottenuti sono stati raccolti e analizzati statisticamente (t-test). Per il riunito A, il 18% dei campioni risultava negativo agli Streptococchi e si registrava nei condotti una carica residua media finale del 36%. Per il riunito B, nessun campione presentava Streptococchi orali. Dai dati ottenuti si evidenzia come i circuiti idrici siano frequentemente contaminati da germi provenienti dal cavo orale e come, per il controllo di questo fenomeno, siano necessarie procedure più efficaci del solo flussaggio.

Summary

Bloodborne infection risk in dental units water lines

Aim of the work was to compare the levels of contamination and decontamination of dental units water lines. The bloodborne infection both in the terminal parts of the waterlines and inside the dental unit in actual working conditions was evaluated using microorganisms, oral Streptococci, as markers in dental unit water. A conventional (A) and equipped with a high level disinfection (TAED + peroxidant) dental unit (B) were selected. The dental units were used for endodontic and restorative treatment. 5 minutes of flushing at start of day and 2 minutes after each treatment was performed for dental units A, the high level disinfection for dental unit B after each patient was started.

After each treatment the handpieces were disconnected and the samples taken from the water line of each dental unit. Data were collected and statistically analyzed (t-test). Results showed the complete elimination of oral Streptococci only in dental units equipped with high-level disinfection (B). Results showed how during dental practice, contaminants from patient sources, can penetrate into the dental units water lines and that is necessary applied more efficient anti-crossinfection procedures like the high level disinfection.

La contaminazione dell’acqua erogata dai condotti idrici del riunito odontoiatrico è ampiamente descritta in letteratura1-4. Nei condotti idrici, la lamina d’acqua adiacente alle pareti interne è virtualmente stagnante, favorendo così l’adesione e la successiva colonizzazione dei batteri alle pareti interne dei condotti idrici. In tale sede, pertanto, si verificano condizioni favorevoli allo sviluppo del biofilm, che rappresenta un insieme di microcolonie composte da cellule batteriche e polimeri extracellulari (polisaccaridi, glicoproteine e proteine).

Il biofilm formato ha una struttura molto complessa, stabile e resistente agli agenti fisico-chimici, e, inoltre, offre ai microrganismi presenti le sostanze nutritive necessarie per sopravvivere e moltiplicarsi, favorendone in tal modo la diffusione alle superfici adiacenti per propagazione progressiva1,5-8. Durante il normale impiego clinico del riunito, dagli strati più esterni del biofilm, frequentemente si distaccano «blocchi» carichi di batteri in forma sessile che entrano nel flusso del liquido erogato dagli strumenti caudati e, quindi, vengono veicolati nel cavo orale del paziente o nell’aria circostante.

È un dato consolidato, infatti, che la contaminazione dei condotti idrici del riunito odontoiatrico spesso risulta 100 e più volte superiore rispetto ai livelli massimi indicati dall’American Dental Association (200 unità formanti colonia per millilitro)9,10. Il circuito idrico può ricevere contaminanti microbiologici principalmente da due diverse fonti. La prima è rappresentata dalla rete idrica: numerosi studi dimostrano la presenza di microrganismi nell’acqua potabile, siano essi patogeni primari, come Legionella, siano essi opportunisti come Pseudomonas aeruginosa, ovvero generici microrganismi a habitat acquatico3,11-14.

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