CONDIVIDI

Riassunto
Le riabilitazioni implanto-protesiche a carico immediato rappresentano delle procedure affidabili con risultati clinici di successo sia nel breve che nel lungo termine e sono state largamente accettate dai pazienti in quanto permettono di ridurre notevolmente i tempi operativi. Obiettivo di questo lavoro è quello di descrivere un caso clinico di riabilitazione implanto-protesica a carico immediato effettuata con la tecnica di provvisorizzazione immediata.

Summary
Immediately loaded full-arch prosthesis supported by implants: immediate provisional restoration technique.
Implant-prosthetic rehabilitations of the edentulous jaws with immediately loaded implants achieves short- and long-term predictable results. These techniques have been widely accepted by patients because the operating times can be greatly reduced. The aim of this work is to describe a clinical case of implant-prosthetic rehabilitation with immediate loading of implants carried out with the technique of immediately provisional restoration.

Rachele Censi1
Andrea Enrico Borgonovo2
Virna Vavassori3
Luca De Micheli4
Dino Re5
1Reparto di Parodontologia e Implantologia III (Direttore: dott. L. De Micheli), Istituto Stomatologico Italiano, Milano
2Professore a contratto, Scuola di Chirurgia Orale (Direttore: prof. C. Maiorana) Università degli Studi di Milano
3Specializzando in Chirurgia Odontostomatologica (Direttore: prof. C. Maiorana) Università degli Studi di Milano Reparto di Riabilitazione Orale (Direttore: prof. D. Re) Istituto Stomatologico Italiano, Milano
4Responsabile Reparto di Parodontologia e Implantologia III, Istituto Stomatologico Italiano, Milano
5Professore aggregato, responsabile Reparto di Riabilitazione Orale, Istituto Stomatologico Italiano, Milano

Le tecniche implantari tradizionali descritte da Branemark1 prevedono il posizionamento dell’impianto e la sua ricopertura con lembi muco-periostei al fine di permettere l’integrazione degli impianti nell’osso. La durata del periodo di guarigione in assenza di carico funzionale venne definita dal gruppo di ricerca di Branemark e fu fissata a 3 mesi per la mandibola e a 5-6 mesi per la mascella. Sebbene il protocollo proposto dalla scuola svedese sia ancora oggi valido, fin dall’inizio sono sorti dei dubbi relativamente ai tempi di attesa per il carico protesico, in quanto i tempi di guarigione suggeriti da Branemark non si basano su indagini scientifiche, ma su evidenze empiriche2. Pertanto, in considerazione anche delle aumentate esigenze dei pazienti che richiedono riabilitazioni che siano immediate e funzionali, oltre che estetiche, la ricerca è stata indirizzata verso lo studio di nuovi protocolli che prevedessero un periodo sempre più breve di guarigione degli impianti in assenza di carico. Gli studi sperimentali e istologici condotti su modello animale hanno così dimostrato che il carico immediato e precoce permettono di ottenere l’osteointegrazione degli impianti con risultati comparabili a quelli per il carico differito3,4. Tuttavia, al fine di prevenire la fibrointegrazione degli impianti sottoposti a carico immediato è stata sottolineata l’importanza del controllo dei micromovimenti presenti all’interfaccia osso-impianto che non devono essere superiori alla soglia di 100-150 micron5,6. Considerati gli incoraggianti risultati ottenuti dagli studi su modello animale, sono stati proposti protocolli clinici di carico immediato anche sull’uomo. Gli studi clinici hanno evidenziato per la tecnica del carico immediato nell’uomo risultati predicibili con presenza di osteointegrazione, elevato valore di contatto osso-impianto e buona qualità dell’osso neoformato7,8. Una volta appurata la capacità osteointegrativa degli impianti a carico immediato, particolare attenzione è stata dedicata alla fase protesica che deve prevedere la realizzazione di una protesi, in primis, provvisoria e in seguito definitiva, rigida e passiva, al fine di garantire un’idonea distribuzione dei carichi occlusali senza creare tensioni a livello degli impianti. In aggiunta, è fondamentale prestare attenzione anche al trasferimento delle informazioni cliniche preoperatorie sul modello maestro per ottenere un risultato protesico che sia soddisfacente dal punto di vista estetico oltre che funzionale.Lo scopo di questo lavoro è quello di presentare un caso clinico di riabilitazione implanto-protesica di un’arcata con un protocollo di carico immediato, partendo dalla fase chirurgica di posizionamento degli impianti fino alla realizzazione della protesi provvisoria mediante la trasformazione della protesi totale rimovibile del paziente in una protesi fissa avvitata. La protesi provvisoria,così realizzata, verrà poi utilizzata come riferimento per l’allestimento del manufatto definitivo.

1.Visione clinica occlusale della cresta alveolare.

Presentazione del caso

Il paziente L.C., di sesso maschile e di 66 anni, in condizioni di buona salute generale, si è presentato alla nostra osservazione lamentando fastidio per l’instabilità della protesi totale inferiore, causata dall’evidente atrofia della cresta mandibolare, in particolare nei settori latero-posteriori (Figura 1). La richiesta del paziente è stata, pertanto, quella di avere una soluzione protesica di tipo fisso. Inoltre, dall’analisi estetica del profilo è apparsa evidente l’assenza del solco labio-mentale, causato dalla presenza della protesi totale inferiore, il che ha rappresentato un’indicazione ulteriore a una soluzione protesica che garantisse il mantenimento di un’estetica accettabilegrazie alla rimozione dell’ingombro determinato dalla presenza della flangia protesica. All’esame radiografico preliminare e dallo studio della TC, la quantità e la qualità ossea nell’area interforaminale sono state giudicate sufficienti per l’esecuzione della terapia implantare.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO