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pianta progetto

La professione dell’architetto in campo odontoiatrico è  caratterizzata da molteplici aspetti e sfaccettature. A differenza  di molti altri ambiti progettuali, una delle caratteristiche  predominanti in caso di progettazioni odontoiatriche è  sicuramente l’alto contenuto di impiantistica e funzionalità.

Di solito, nell’approcciare un progetto, è buona regola sviscerare in modo parallelo tali tematiche, redigendo una serie di appunti e vincoli che serviranno da traccia per tutto l’iter progettuale. L’architetto, vostro consulente, dovrà di continuo confrontare lo stato di avanzamento del progetto verificando se le scelte e i compromessi in corso stiano o meno influendo sulle priorità che ci si era posti al briefing iniziale; aggiornando nel caso e correggendo il tiro su scelte e desideri iniziali. In sostanza, quindi, gli ambiti principali di riferimento di un progetto sono fondamentalmente tre: la rispondenza a requisiti funzionali e gestionali, la dotazione impiantistica e tecnologica, l’aspetto meramente estetico e percettivo. Il primo dei tre ambiti sopra citati riguarda quindi la professione e l’organizzazione del vostro lavoro. Ogni medico ha un’esperienza pregressa, una peculiarità di modus operandi, una specifica tipologia di clientela e una serie di ambizioni e desideri di espansione futura, per cui il primo passo da valutare con l’architetto deve essere mirato a sviscerare al meglio tali aspetti. Il secondo punto riguarda invece la struttura in senso fisico, con tutto il carico di impianti e predisposizioni che ne consegue. Lo studio odontoiatrico è forse una delle strutture più complesse per quanto riguarda la dotazione impiantistica; non particolarmente complicata nei suoi singoli componenti materiali, ma estremamente articolata e concentrata in spazi sempre ristretti.

Reception

Una buona pianificazione delle griglie di impianti, coordinate con logica e attenzione in sede progettuale, permetterà un’agevole realizzazione senza intoppi e una corretta manutenzione e flessibilità futura. Il terzo aspetto citato prima invece riguarda il concept generale dello studio. Qui entra in gioco una serie vastissima di considerazioni e diversità di scelte: c’è chi desidera replicare nei nuovi locali l’immagine dello studio precedente; chi vuole ottenere un’immagine asettica, quasi un «look» ospedaliero; chi invece predilige dare al un’impronta più personale, magari dando al proprio studio l’aspetto del loft newyorkese e altro ancora. 

Le casistiche sono estremamente varie. E questo per fortuna è il lato piacevole del mio lavoro. Spesso mi viene chiesto se la progettazione di studi odontoiatrici non sia ripetitiva. La risposta è negativa, infatti a fronte di un lato tecnico impiantistico complesso e al tempo stesso appassionante, esistono aspetti compositivi sia estetici sia psicologici che non hanno nulla da invidiare all’interior design in ambito residenziale. Per ottenere il miglior risultato è necessario che l’input arrivi dal committente il quale deve essere disposto a dedicare abbastanza spazio e tempo per definire al meglio tutte le scelte estetiche e di immagine, al fine di arrivare a una progettazione a 360°. In queste pagine vorrei quindi riportare, quale esempio di quanto sopra scritto, uno studio di recente realizzazione nel quale si combinano ad arte tutti gli aspetti progettuali descritti.

Una scelta decisa

La struttura in oggetto si trova a Milano, in zona San Siro. Tale nome evocherà sicuramente a molti lettori memorie sportive, e difatti la clientela prevalente di tale studio è composta da sportivi, calciatori e persone di spettacolo. Dovendo quindi rivolgersi a un certo target, la cura dell’immagine e le scelte estetiche derivate sono state oculatamente mirate per accogliere i pazienti in ambienti dall’estetica contemporanea utilizzando arredi di design. Il centro in oggetto è strutturato come poliambulatorio; al suo interno operano medici specialisti in odontoiatria, medicina estetica, fisioterapia ecc.

Sterilizzazione

L’unità immobiliare si trova al piano terreno di una palazzina, e questo ha semplificato le cose dal punto di vista dell’accesso dei portatori di handicap. In Italia è in vigore una legge, applicata con alcune lievi diversità in ambito regionale, che prescrive l’accesso garantito alle strutture mediche da parte  dei pazienti in sedia a rotelle.
Quando lo studio si trova al piano terreno le cose sono di solito semplici. 

Quando ci si trova, invece, a realizzare strutture ai piani superiori va preliminarmente valutata la possibilità di soddisfare tale requisito, mediante ascensori, montascale o trattorini appositi.

Bagno

La zona di ingresso dello studio ospita il banco di reception, dall’aspetto monolitico e lineare, separato dalla sala di attesa da una vetrata trasparente con una porta automatica in vetro acidato. Per le sedute dell’attesa sono stati utilizzati due divani in pelle rossa dal design particolare che caratterizzano  tutto lo spazio extraclinico. Il bagno dei pazienti è rivestito in mosaico nero con inserti argento. Il piano del lavandino, come il bancone reception e il mobile archivio, sono stati laccati al poliestere con colori decisi e contrastanti con il ruolo, inteso in senso «classico», dello studio medico. La pavimentazione della zona extraclinica è stata realizzata con lastre di grandi dimensioni di granito ricomposto nero e lucido.

Nella zona clinica invece si è optato per un gres porcellanato bianco lucido, posato senza fuga. La caratteristica principale di quest’ultima area è il volume centrale della sterilizzazione rivestito in laminato metallico. Il corridoio, quindi, acquista un aspetto semitrasparente, quasi etereo. Inoltre, per la sterilizzazione non sono state previste porte, ma il suo ingresso è delimitato da quinte in policarbonato arancione che incorniciano gli arredi che la compongono realizzati completamente in acciaio inox. Le sale operative sono state allestite con poltrone il cui colore della selleria è differente in ogni stanza. I mobili sono in metallo laccato bianco con piani in vetro colorato che richiama il colore della selleria dei riuniti, le pareti a smalto bianco e i soffitti dotati di plafoniere da incasso a luce morbida.

Sala

Tutto lo studio quindi è stato volutamente caricato di una immagine molto decisa, ma al tempo stesso pulita e funzionale.

Ovviamente ogni realizzazione è figlia di scelte molto personali e quindi si sottopone a giudizi non sempre concordi con tali scelte.  Il compito dell’architetto è di armonizzare al meglio le sensazioni e le proporzioni che le varie componenti estetiche trasmettono per rendere il più equilibrato possibile il risultato finale, ma è anche quello di trasporre in realtà l’immagine che ogni medico ha del proprio studio.

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