DM_il dentista moderno_Prevenzione danni nervo linguale

In un precedente articolo ci si è già soffermati su quanto sia importante la conoscenza dell’anatomia e della relativa variabilità ai fini della preservazione dell’integrità del nervo linguale, struttura dominante sul piano chirurgico per quanto riguarda i settori posteriori della mandibola. Sono chiari i dati anatomici per quanto riguarda la regione molare, più controversi quelli concernenti la distribuzione linguale, che però risultano meno importanti per la pratica dell’odontoiatra. Questo breve articolo vuole conferire a questi dati un significato clinico, ricavandone delle indicazioni utili alla prevenzione del trauma iatrogeno. Questo e altri aspetti sono stati approfonditi in un’interessante revisione a marca italiana pubblicata su Dentoalveolar Surgery.

Rischio di danno al nervo linguale da chirurgia dell’ottavo inferiore

Il capitolo maggiormente ampio è quello riguardante la chirurgia dell’ottavo inferiore. Attualmente, la maggior parte delle indicazioni suggerisce di cercare il più possibile di evitare lo scollamento del lembo linguale. Nel caso in cui sia giudicato necessario l’allestimento del lembo, è da preferire uno strumento largo e dal profilo morbido (anche se non è dimostrata la superiorità assoluta di uno dei tanti retrattori disponibili). Non ci sono invece evidenze a sostegno del fatto che l’impiego del retrattore possa addirittura incrementare il rischio di trauma.

Allo stesso modo, non paiono sufficienti le prove che definiscono l’odontotomia come un fattore di rischio del danno nervoso. Certo la possibilità di un coinvolgimento durante questa fase esiste, anche a seguito di condizioni anatomiche (presenza di fenestrazioni) e iatrogene (perforazioni della corticale linguale). Dall’altra parte, separare l’elemento incluso permette sistematicamente il risparmio di volume osseo che andrebbe altrimenti inevitabilmente ostectomizzato, e rappresenterebbe così un fattore protettivo per il nervo linguale. La rimozione di tessuto osseo periradicolare, soprattutto in sede distolinguale, infatti, può indurre facilmente al coinvolgimento del nervo. In tali casi, sarà allora indispensabile ritrarre i tessuti molli per garantire massima visibilità.

Non vi sono infine indicazioni realistiche per quanto riguarda il rischio di danno durante la fase di sutura. È semplicemente sconsigliabile apicalizzare eccessivamente l’inserzione dell’ago: il punto ideale è posto a 3 mm dal margine del lembo.

Viene segnalato un rischio concernente anche altri tipi di chirurgia: si fa riferimento sostanzialmente alla chirurgia implantare e a quella parodontale. Ci si troverà comunque in una sede anteriore rispetto al terzo molare. Le indicazioni prevedono che sia preferibile condurre incisioni intrasulculari, evitare incisioni di rilascio e allestire lembi a spessore totale, soprattutto qualora ci si trovi ancora in regione molare.

Alcuni Autori, infine, riportano episodi di interessamento, diretto o indiretto, del nervo a seguito di semplici procedure di anestesia locale. Si tratta naturalmente di episodi rari ed eventualmente transitori. Vanno comunque supportate le raccomandazioni a preferire l’impiego di aghi sottili e dosaggi ridotti di anestetico locale e ad evitare l’effettuazione di iniezioni multiple

Videocorso prof. Biglioli

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