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Placche ortodontiche di ancoraggio: infezione e fattori predittivi

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I dispositivi temporanei di ancoraggio (TAD) trovano oggi una discreta applicazione nella correzione delle malocclusioni. Se ne distinguono sostanzialmente due grosse tipologie, placche e miniviti. Considerando le prime si può affermare che costituiscono sistemi affidabili e sicuri. Sono in grado di supportare movimenti nei 3 piani dello spazio e possono sostenere l’applicazione di forze elevate. Dei vari movimenti, i più vantaggiosi sono quelli di intrusione e distalizzazione nei settori posteriori dell’arcata inferiore.

Il loro impiego porta anche a delle criticità. Rispetto alle miniviti, comportano una metodica di inserimento più indaginosa, richiedono necessariamente di essere rimossi e hanno costi più elevati. Le complicanze principali a cui sono soggette sono principalmente quelle infettive: il lavoro di Sato (2007) ha scoperto come il profilo microbiologico intorno alla placca sia caratterizzato da una predominanza di microrganismi gram-negativi (PrevotellaFusobacteriumCampylobacter), che va incontro a ulteriore rialzo in presenza di infiammazione.

Fattori che condizionano il trattamento con placche ortodontiche di ancoraggio

Lo studio cross-sezionale recentemente (marzo 2018) pubblicato da Faber su Seminars in Orthodontics ha indagato un totale di 60 pazienti tra i 16 e i 60 anni trattati ortodonticamente con il supporto di placche per almeno 6 mesi. L’obiettivo era di definire dei possibili fattori predittivi le complicanze infettive a carico delle placche ortodontiche di ancoraggio. Il lavoro fa evidentemente riferimento a un campione sostanzialmente adulto, tant’è vero che vengono considerati dati come fumo e diabete, di impatto nella chirurgia odontoiatrica nell’adulto, ma che in questo caso sono risultati comunque non correlati. L’analisi statistica ha invece individuato tre fattori predittivi di infezione principali:

(a) un’aumentata distanza dalla gengiva aderente, calcolata rispetto alla linea muco-gengivale;

(b) un aumentato sondaggio intorno alla placca;

(c) una diminuita igiene orale, considerando in modo particolare il dato della frequenza;

(d) l’aumentare dell’età del paziente.

Video updated on Youtube by Sormani Queiroz

Su queste basi, gli Autori suggeriscono l’inserimento delle placche in siti prossimi alla mucosa aderente. Il sondaggio intorno alla placca è risultato essere il dato di maggiore importanza: tanto più ampio è il gap intorno alla mucosa, tanto elevato è l’accumulo di batteri. La mucosa aderente, più cheratinizzata, risponde meglio a guarigione ed è anche più facilmente gestibile dal punto di vista dell’igiene. Da questo punto di vista, comunque, lo studio consiglia di detergere le placche idealmente almeno 3 volte al giorno.

Un ultimo dato importante considerato, ma che non è emersi come significativamente correlato con l’infezione, è rappresentato dalla posizione delle placche (che può invece condizionare la stabilità della placca).

Riferimenti bigliografici

Infection predictive factors with orthodontic anchorage miniplates Jorge Faber Taciana Morum Abdolreza Jamilian Sara Eslami Soraya Leal

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1073874618300045

R. Sato, T. Sato, I. Takahashi, et al. Profiling of bacterial flora in crevices around titanium orthodontic anchor plates Clin Oral Implants Res, 18 (1) (2007), pp. 21-26

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