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Luca Francetti

Con il Progetto Stili di vita la Società Italiana di Parodontologia approfondisce lo studio delle correlazioni tra le patologie parodontali e quelle sistemiche con l’idea di rilanciare il ruolo dell’odontoiatra nella cultura della prevenzione contro le malattie, come spiega Luca Francetti, presidente eletto per il biennio 2010-2011 della SIdP.

Per Luca Francetti, Professore Associato di Parodontologia e Implantologia presso l’Università degli Studi di Milano, nonché Socio Attivo della Società Italiana di Parodontologia, di cui è Presidente Eletto per il biennio 2010-2011, l’interesse per la parodontologia, «l’anima dell’odontoiatria», dice, risale agli anni dell’università quando, ancora studente, al quarto anno di medicina, si avvicinò a questa branca dell’odontostomatologia grazie a Roberto Weinstein, allora ricercatore universitario. Giunse alla laurea in Medicina, sotto la guida del professor Vogel, direttore della clinica odontoiatrica dell’ospedale San Paolo di Milano, con una tesi in chirurgia mucogengivale. Poi, conseguì a Pavia la specializzazione in Odontostomatologia, mantenendo però contatti professionali molto stretti con Weinsten che nel frattempo aveva assunto l’incarico di professore associato all’Università di Modena. Qui vi restò sino al 1990 quando insieme tornarono a Milano all’Ospedale San Paolo.

Nel 1997 vinse il concorso per ricercatore all’Università degli Studi di Milano dove dal 2005 è Professore Associato di Parodontologia e Implantologia. Direttore del Centro per la Ricerca in Implantologia Orale, è attualmente responsabile dell’Area di Odontostomatologia della Clinica Odontoiatrica dell’Istituto Ortopedico Galeazzi, Dipartimento di Tecnologie per la salute, presso lo stesso ateneo. Socio Attivo dell’European Academy of Osseointegration, è autore di oltre centoventi pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali e coautore di testi su parodontologia e implantologia.

Professor Francetti, a quando risale il suo primo contatto con la SIdP?

Iniziai a frequentare la Società Italiana di Parodontologia alla metà degli anni ‘80, non ero ancora laureato in medicina. Il presidente di allora era professor Vogel, il segretario, invece, il dottor Weinstein. Dopo anni di frequentazione come socio ordinario, nel 2001 divenni socio attivo.

A trent’anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1979, cos’è oggi la SIdP?

Continua a essere una società scientifica il cui obiettivo, citato tra l’altro proprio nel suo statuto all’articolo 2, è mantenere e migliorare la salute dei cittadini, e non solo quella parodontale, attraverso la prevenzione, la diagnosi e il ripristino funzionale ed estetico dei tessuti parodontali. La SIdP si occupa infatti di parodontologia in senso stretto, ma anche di implantologia e di tutte le discipline medico-biologiche a esse correlate. Tra le società scientifiche presenti in Italia, la Società Italiana di Parodontologia è senz’altro una delle più importanti dal punto di vista culturale: gran parte della letteratura internazionale parodontale è scritta da alcuni soci attivi della SIdP che proprio per questo può contare sul riconoscimento e la massima stima da parte della comunità scientifica.

Com’è costituita al suo interno la SIdP?

Innanzitutto da circa 100 soci attivi che hanno superato un esame molto selettivo: ciò garantisce serietà e qualità alle iniziative promosse dalla società scientifica. Ma è costituita anche da diverse centinaia di soci ordinari che frequentano congressi e corsi di aggiornamento e, attraverso il nostro portale (consultabile all’indirizzo www.sidp.it), possono accedere alle riviste più importanti del settore e ai documenti pubblicati dalla SidP nel corso degli anni. Ci rivolgiamo agli odontoiatri interessati ad approfondire la conoscenza delle problematiche legate alla parodontologia, ma anche agli igienisti dentali ai quali ogni anno dedichiamo un congresso. A partire dal 2010, abbiamo introdotto una novità: un corso di aggiornamento, parallelo a quello per gli odontoiatri, pensato per rispondere ai bisogni formativi degli igienisti dentali. Il consiglio direttivo della SIdp ha anche approvato recentemente una proposta che consentirà a due soci igienisti di entrare a far parte di due importanti commissioni: la commissione culturale, quella che organizza i programmi scientifici della SIdP e la commissione editoriale, che si occupa delle pubblicazioni e del portale.

Un segnale di grande sensibilità da parte della SIdP, purtroppo oggi non ancora condiviso dalla maggior parte degli odontoiatri…

È vero, ma la nostra sensibilità non si ferma qui. Per avvicinarci ai giovani, l’altra figura a cui diamo molto peso, abbiamo ritenuto importante, già da tempo, consentire agli studenti di iscriversi alla SIdP, con una quota ridotta, di soli 100 euro all’anno, godendo degli stessi diritti dei soci ordinari. A partire dal 2010, inoltre, i soci studenti che, laureandosi, cambieranno il loro stato giuridico, potranno beneficiare di un’agevolazione economica per due anni: ciò permetterà a chi frequenta la SIdP il passaggio dallo status di studente a quello di giovane professionista senza contraccolpi economici eccessivi.

Com’è strutturato il programma scientifico 2010 della Società Italiana di Parodontologia?

Accanto al congresso nazionale, il XVI per la SIdP, che si terrà a Bologna dal 4 al 6 marzo 2010, abbiamo previsto un altro congresso, in programma il 5 e 6 marzo, dedicato agli igienisti dentali. Poi, nel mese di maggio, il 14 e 15, a Milano, si svolgerà un corso di aggiornamento dal titolo «Il recupero o la sostituzione del dente singolo parodontalmente compromesso: dal caso semplice al caso complesso». Viceversa, nel mese di ottobre, il 22 e 23, a Firenze, lo stesso corso riguarderà i denti, non più il singolo dente, con compromissione parodontale. In contemporanea si svolgerà un corso di aggiornamento dedicato agli Igienisti dentali e agli studenti in Igiene dentale con un titolo di grande attualità: «Minimum intervention: un nuovo approccio per raggiungere il successo attraverso prevenzione, personalizzazione dei trattamenti e applicazione delle nuove tecnologie». A differenza del congresso, un momento di aggiornamento culturale, i corsi di formazione sono volutamente di stampo didattico per consentire ai partecipanti di apprendere i principi, ma anche le tecniche da impiegare sul campo.

Tra tutto spicca poi il premio Goldman…

Sì, in effetti, oltre a una borsa di studio per un master biennale post-graduate di Scienza Odontostomatologica presso l’Universidad Complutense de Madrid, Facultad de Odontologia e al Premio «M. Calandriello» per la migliore tesi di laurea in Parodontologia e Implantologia, la SIdP mette a disposizione il Premio «H.M. Goldman», un po’ il fiore all’occhiello della nostra società scientifica, indirizzato alla migliore ricerca nell’ambito della parodontologia e dell’implantologia. Infine, abbiamo previsto anche un premio per il miglior poster presentato nell’ambito del Congresso degli Igienisti Dentali, intitolato a «Michele Cagidiaco».

Per la SIdP, il 2010 sarà soprattutto l’anno della prevenzione a partire dagli stili di vita, il nome del progetto che coinvolgerà molti odontoiatri. Di cosa si tratta, più precisamente?

Il Progetto Stili di vita è nato dalla precisa volontà di costruire un proseguimento al progetto Periomedicine, ancora in atto, che ha voluto sottolineare la correlazione esistente tra le patologie parodontali e alcune malattie sistemiche a elevata prevalenza, come quelle cardiocircolatorie e metaboliche. Curare e prevenire la parodontite, per esempio, una malattia infiammatoria cronica che in Italia interessa oltre 8 milioni di persone, può avere ricadute importanti su altre patologie. Dobbiamo intervenire sugli stili di vita: per questo l’odontoiatra e l’igienista dentale possono avere un ruolo importante nel contrastare l’insorgenza di queste patologie.

L’odontoiatra italiano, a suo avviso, ha la sensibilità, ma anche la preparazione e il tempo per abbracciare questa iniziativa?

Credo di sì, anche perché in Italia gli odontoiatri sono gli unici che in tema di prevenzione siano passati dalla teoria alla prassi: certo, soprattutto nei confronti delle malattie del cavo orale, ma non solo. Sono sempre di più infatti i professionisti che attivano anche altri servizi, come per esempio il counseling anti fumo.

Un progetto dunque ambizioso e importante che dovrà però coinvolgere anche altre figure sanitarie… 

Senza dubbio, anche perché in realtà dovrebbe essere il medico di medicina generale a occuparsi della prevenzione. Purtroppo per molte ragioni non riesce a farlo. Cercheremo di farlo noi odontoiatri, ma con il supporto della CAO nazionale, la Commissione Albo Odontoiatri, ossia una costola dell’Ordine dei Medici. Cercheremo di coinvolgere gli odontoiatri, gli igienisti dentali, i medici di base, ma anche direttamente i cittadini attraverso la stampa: saranno dunque anche i pazienti a sollecitare al dentista o al medico di famiglia le informazioni sui corretti stili di vita, quelli che ci aiutano a tenere lontane le malattie del cavo orale e non solo.

 

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