Nel caso di estrazione del primo molare: esiste un timing evidence based?

Nel caso di estrazione del primo molare: esiste un timing evidence based?

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Nel caso di estrazione del primo molare: esiste un timing evidence based?

Il primo molare è di norma il primo elemento permanente a erompere e a esporsi quindi all’ambiente orale. Nei casi in cui il paziente pediatrico non sia correttamente istruito e motivato all’igiene orale domiciliare e in mancanza delle metodiche preventive – su tutte le sigillature – è possibile che il dente vada incontro a lesioni cariose gravi. Il dente potrebbe anche essere soggetto a particolari quadri di ipoplasia e ipomineralizzazione (quest’ultima anche in combinazione con l’incisivo centrale). Nel caso in cui la carie venga posta all’attenzione di un odontoiatria in una fase particolarmente avanzata, a fianco di un trattamento di tipo endo-protesico, è possibile che pure l’estrazione debba essere contemplata. La scelta tiene conto di numerosi fattori comprendenti, oltre che la gravità della condizione, il quadro dentale complessivo, lo stato di maturazione (o il possibile riassorbimento) delle radici e anche la volumetria ossea. In questi casi, è possibile anche considerare di mettere a punto contestualmente un piano ortodontico di sostituzione del primo molare con il secondo. La conferma di poter attuare la cosa si otterrebbe secondo alcuni Autori con l’evidenza radiografica della biforcazione tra le radici del secondo molare, il che equivale allo stadio E del vecchio metodo di Demirjian. A questo dato fanno riferimento le linee guida del britannico Royal College of Surgeons of England.

Anche dal punto di vista dell’ortodontista l’estrazione del primo molare non rappresenta di solito una prima opzione e risulta cointroindicata ad esempio in presenza di III classe ortodontica, morso profondo, spazio in eccesso (anche in ragione della formula dentaria). Comunemente, nel soggetto in I classe, in assenza di agenesie e magari in evidenza di affollamento, è possibile estrarre il dente in un periodo compreso tra i 9 e gli 11 anni. Il razionale è che agire troppo precocemente porterebbe a distalizzazione del quinto e troppo tardi a mesioinclinazione del settimo, in entrambi i casi andando incontro a problematiche quali incompleta chiusura dello spazio, atrofia della cresta, eccessiva eruzione dell’antagonista.

Revisione sistematica:estrazione del primo molare

Nel 2015, una revisione sistematica pubblicata da Eichenberger sullo European Journal fo Pediatric Dentistry si propose di identificare un momento ideale per l’estrazione, che potesse prevenire l’obbligo di intervento ortodontico. Il periodo sondato fu estremamente ampio: la sola ricerca sui motori informatici comprese studi che dal 2013 risalivano al 1946. A questa fu addizionata addirittura una ricerca manuale del periodo precedente. Per quanto riguarda il mascellare superiore, solo 4 lavori hanno incontrato i criteri di inclusione, senza portare così a una conclusione sul timing dell’estrazione. I 6 lavori considerati per la mandibola hanno portato a concludere che l’estrazione condotta nel periodo tra gli 8 e gli 11.5 anni favorisce in maniera significativa la risoluzione spontanea del quadro.

Più recentemente, la revisione sistematica a cura di Chen e colleghi (European Archives of Paediatric Dentistry, 2017) ha manifestato perplessità sull’omogeneità di questi dati, concludendo a sua volta che non si è attualmente in grado di fornire indicazioni evidence-based sulla possibilità. Tali Autori auspicano la messa a punto di nuovi lavori scientifici e la presa in esame delle possibilità offerte dalle sistematiche tridimensionali di imaging (CBCT).

Riferimenti bibliografici

The timing of extraction of non-restorable first permanent molars: a systematic review. Eichenberger M, Erb J, Zwahlen M, Schätzle M.

Is there sufficient evidence to support an optimum time for the extraction of first permanent molars? M. WuL. ChenE. BawoleR. P. Anthonappa, N. M. King

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