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Simplified technique for indirect bonding with 2D brackets

Scopo del lavoro è quello di illustrare una semplice tecnica per realizzare in studio delle mascherine in PVS trasparente per il bandaggio indiretto per l’ortodonzia linguale con attacchi 2D. La metodica permette di trasferire la posizione corretta degli attacchi e consente una customizzazione della basetta degli stessi per ridurre la necessità di pieghe di secondo ordine dell’arco.

Federico Rosti
Specialista in ortodonzia
libero professionista, Milano

Riassunto
Una delle fasi più importanti nella terapia ortodontica è il posizionamento degli attacchi. La precisione durante il bandaggio permette alle apparecchiature pre-regolate di lavorare al meglio, di esprimere correttamente le informazioni contenute nello slot e di ridurre al minimo la necessità di riposizionamento di brackets. Il bandaggio indiretto consente di trasferire la posizione corretta degli attacchi ortodontici dal modello in gesso alle arcate del paziente.  Scopo del lavoro è quello di illustrare una semplice tecnica per realizzare in studio delle mascherine per il bandaggio indiretto per l’ortodonzia linguale con attacchi 2D.
Materiali e metodi. La tecnica permette di realizzare una mascherina in PVS trasparente rivestita da una termostampata rigida.
Discussione. La tecnica proposta non solo permette di trasferire la posizione corretta degli attacchi, ma consente anche una customizzazione della basetta degli stessi per ridurre la necessità di pieghe di secondo ordine dell’arco.
Conclusione. La presente tecnica permette di agevolare il lavoro del professionista e di migliorare l’ergonomia del proprio studio.

Summary
One of the most important step in orthodontic treatment is brackets positioning. The accuracy during bonding allows pre-regulated devices to work easily, to express correctly the information contained in the slot and to minimize the need of brackets repositioning. Indirect bonding allows to transfer the correct position of the orthodontic brackets from the stone model to the patient’s teeth. Aim of the present work is to illustrate a simple technique to make templates for indirect bonding of 2D lingual brackets.
Materials and methods. The technique allows to create a transparent PVS template, coated by a rigid vacuum formed template, useful to transfer bracket’s position from model to patient’s teeth.
Discussion. The proposed technique not only allows to transfer the correct position of the ports but is also useful in base customization to reduce the need of second order bends.
Conclusions. The present techniques allows to facilitate the practitioner work and to improve the ergonomics of his office.

 

Il posizionamento delle bande e degli attacchi è una fase di massima importanza in un trattamento ortodontico fisso1,2. Le apparecchiature ortodontiche pre-informate, in cui tutte le informazioni sono contenute nello slot del bracket, consentono di posizionare i denti in maniera ideale solo se bandate in modo corretto1-3. L’accurato montaggio degli attacchi permette di muovere i denti correttamente già dal primo appuntamento e di sfruttare al massimo i vantaggi dell’apparecchiatura.

Mentre nel bandaggio diretto i brackets vengono posizionati uno alla volta nella bocca del paziente, in quello indiretto si creano delle mascherine per trasferire la posizione esatta degli attacchi dal modello in gesso ai denti del paziente2,3.

Sono numerosi i vantaggi clinici, tra cui l’assenza di elastici separatori, in quanto si preferisce bandare primi e secondi molari per la facilità di accesso ai settori posteriori rispetto a un sistema diretto1,3,4,5.

Un bandaggio più preciso si traduce in un trattamento più efficace, in cui le forze ortodontiche si scaricano in modo più uniforme sui denti; le sedute di riposizionamento degli attacchi sono meno frequenti, si limitano sia eccessivi stress sull’ancoraggio sia round-tripping, quando causati da un’erronea posizione dei brackets1,3,4,5,6.

In questo modo le sedute per l’applicazione delle apparecchiature risultano più brevi, più “piacevoli” per il paziente e meno stressanti per l’operatore che può organizzare meglio il lavoro nel proprio studio1.

Di contro, il bandaggio indiretto è una tecnica operatore dipendente e necessita di una, seppur breve, curva di apprendimento.
Sebbene nelle tecniche vestibolari il bandaggio indiretto non sia molto utilizzato, rimane di fondamentale ausilio nelle tecniche linguali, in cui l’accesso alle superfici palatali e linguali dei denti è sicuramente poco agevole1.

Materiali e metodi

La paziente E.G. 29 anni, presenta malocclusione di classe I con affollamento bimascellare. Si opta per un trattamento di ortodonzia fissa linguale per esigenze estetiche della paziente.

Figura 1 – Modello in gesso classe IV
Figura 2. Dettaglio assi dei denti
Figura 3. Altezze tracciate a matita

Dopo la presa delle impronte si colano i modelli con gesso extraduro tipo IV (Figura 1). Una volta smodellato si procede a rimuovere tutte le imperfezioni del gesso sulla superficie palatale; con una matita si evidenziano le creste marginali, cuspidali e gli assi della corona clinica dal lato palatale (Figura 2).

In seguito, con un calibro, si tracciano le altezze di posizionamento dei brackets, facendo attenzione nel caso di premolari e molari a rilevare l’altezza dalla sommità delle cuspidi vestibolari (Figura 3).

Figura 4 – Posizionamento brackets 2D, settore laterale
Figura 5 – Posizionamento brackets 2D, settore frontale
Figura 6 – Applicazione di PVS

Si applica, poi, uno strato di isolante per gesso a base alginato (Unifol, Perident Dental Products, Italia).
Si posizionano gli attacchi linguali 2D (Forestadental, Germany) usando il composito per attacchi ortodontici Transbond XT Light Cure Orthodontic Adhesive (3M, California US) (Figure 4, 5). Sugli elementi 1.2 e 2.2 per motivi di spazio è stato messo un bracket dimezzato. Dopo aver rimosso gli eccessi di composito si fotopolimerizza per 20 secondi, indi si estrude uno strato di PVS7,8 (Elite Glass, Zhermack Spa) trasparente di durezza 70-A sopra gli attacchi, facendo fluire il silicone bene tra le alette dei brackets 2D, in modo rendere precisa la mascherina che andrà a contatto con i denti (Figura 6). Sopra il template in PVS si realizza una mascherina termostampata di 1,5 mm rigida (Hard Bite, IDS Spa, Italia) con termoformatrice Plast Vat (IDS Spa, Italia).

Figura 7 – Mascherina completata

Una volta separate le mascherine contenenti gli attacchi dal gesso, si detergono le basette dei brackets 2D con alcol, al fine di eliminare i residui di isolante, poi si sabbia il composito delle basette per garantire una migliore adesione9. La mascherina così ottenuta è pronta per la prodecura alla poltrona (Figura. 7). Si procede alla detersione degli elementi dentari dell’arcata superiore della paziente con pomice e una coppetta da profilassi, poi si sabbia9 e si mordenza con acido ortofosforico al 37% per 30 secondi. Si applica l’adesivo (Transbond XT Light Cure Orthodontic Adhesive, 3M, California, Us) con un micro brush sia sui denti sia sul composito rimasto sulle basette degli attacchi, rimuovendone gli eccessi con un getto di aria.

Figura 8 – Rimozione mascherina dopo polimerizzazione

Si applica uno strato di cemento duale (Relyx Unicem, 3M, California, Us) sulle basette dei brackets e si posizionano le mascherine sui denti dell’arcata superiore, si fotopolimerizza (Elipar Freelight, 3M) 20 secondi per dente, quindi si rimuovono le mascherine dai denti (Figura 8). Gli eccessi di composito e di adesivo e composito vengono rimossi con uno scaler e una fresa a grana fine.

Risultati

La visione occlusale (Figura 9) mostra il perfetto adattamento degli attacchi alla superficie palatale dei denti.

Figura 9 – Bondaggio ultimato: visione occlusale pre rifinitura

Si può notare come a livello di 1.6 e 2.6 si sia creata una basetta customizzata in composito per rendere la superficie palatale parallela alla vestibolare, in modo da evitare una piega ulteriore all’arco (Figura 10).

Discussione e conclusioni

La tecnica descritta ha permesso in modo rapido e predicibile di creare delle mascherine per il bandaggio indiretto linguale. I template devono essere semplici da fabbricare, facili da utilizzare, di spessore preferibilmente ridotto e rigidi, per evitare distorsioni che causerebbero un posizionamento errato dei 2D.
L’adattamento degli attacchi 2D alle superfici dei denti mostra la bontà della tecnica, dal momento che i brackets 2D hanno uno spessore di soli 1,3 mm e offrono poca ritenzione meccanica. Questa sistematica permette di trasferire in bocca tutte le customizzazioni utili alla clinica.

Figura 10 – Dettaglio basetta customizzata: in blu linea parallela alla superficie palatale del molare; linea in rosso la linea parallela alla superficie vestibolare e allo slot del bracket

In particolare è stato utile creare una basetta in composito per rendere la superficie palatale dei molari superiori parallela alla superficie vestibolare ed evitare una piega sull’arco (Figura 10).

Più in generale si possono usare le customizzazioni in caso di superfici palatale di denti poco simmetriche rispetto alle controlaterali o in caso di secondi premolari superiori di dimensioni vestibolo-palatali ridotte rispetto ai quarti superiori.
La facilità della tecnica e la breve curva di apprendimento la rendono molto utile per chi si vuole avvicinare all’ ortodonzia linguale con sistematica 2D.

Corrispondenza
akuma16@libero.it

Bibliografia
  1. Kalange JT. Indirect bonding. A comprensive review of advantages. World J Orthod, 2004; 5: 301-307.
  2. Koo BC, Chung CH, Vansarsdall RL. Comparison of the accuracy of bracket placement between direct and indirect bonding techniques. Am J Orthod Dentofacial Orthop 1999 Sep;116(3):346-51.
  3. Sondhi A. Bonding in the new millennium: reliable and consistent bracket placement with indirect bonding. World J Orthod 2001; 2:106-114.
  4. Thomas R. Indirect bonding: Simplicity in action. J Clin Orthod 1979;13:93-106.
  5. Kasrovi P, Timmins S, Shen A. A new approach to indirect bonding using light-cure composites. Am J Orthod Dentofacial Orthop 1997;111:652-666.
  6. Murakami T, Kawanabe N, Kataoka T et al. A single-center, open-label, randomized controlled clinical trial to evaluate the efficacy and safety of the indirect bonding technique.Acta Med Okayama  2016 Oct;70(5):413-416.
  7. Grunheid T, Lee MS, Larson BE. Transfer accuracy of vinyl polysiloxane trays for indirect bonding. Angle Orthod 2016 May;86(3):468-74.
  8. Nichols DA, Garder G, Carballeyra AD. Reproducibility of bracket positioning in the indirect bonding technique. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2013 Nov;144(5):770-6.
  9. Canay S, Kocadereli I, Ak”ca E. The effect of enamel air abrasion on the retention of bonded metallic orthodontic brackets. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2000 Jan;117(1):15-9.

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