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La medicina estetica interessa sempre più l’odontoiatria. L’utilizzo della tossina botulinica nel trattamento del gummy smile e del bruxismo è legittimo da parte dell’odontoiatra che ha la facoltà di impiegare off label i farmaci in commercio contenenti questa sostanza, ad oggi destinati, nella medicina estetica, al terzo superiore del volto.

“Con una recente nota, Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, conferma quanto già sapevamo”, dice Milvia Di Gioia, medico-odontoiatra e presidente di Poiesis, l’associazione di medici chirurghi e odontoiatri che condividono l’interesse per l’estetica facciale, “cioè che all’odontoiatra è consentito l’uso label dei farmaci contenenti tossina botulinica, negli spasmi emifacciali e nelle distonie facciali associate. All’odontoiatra è consentito l’uso off label dei farmaci contenenti tossina botulinica, limitatamente alle cure estetiche correlate ai trattamenti odontoiatrici.

Milvia Di Gioia
Milvia Di Gioia, medico-odontoiatra e presidente di Poiesis, l’associazione di medici chirurghi e odontoiatri che condividono l’interesse per la medicina estetica e l’estetica facciale.

Al medico odontoiatra, come agli altri medici, è consentito l’uso off label dei farmaci contenenti tossina botulinica, secondo scienza e coscienza e con il consenso del paziente. Pertanto anche per le cure estetiche correlate ai trattamenti odontoiatrici. Quello che ora chiediamo, insieme con AIO (Associazione italiana odontoaitri), ANDI (Associazione nazionale dentisti italiani), ADI (Associazione dentisti italiani) e SIMEO (Associazione italiana medicina estetica odontoiatrica) è che queste terapie vengano inserite in tempi brevi tra le procedure label dei farmaci Vistabex, Azzalure e Bocouture, perché ormai esiste un’ampia letteratura internazionale a supporto dell’utilizzo terapeutico di questi farmaci per il trattamento del sorriso gengivale e del bruxismo“.

La pratica clinica, più avanti delle regole scritte

L’utilizzo off label dei farmaci contenenti tossina botulinica per la cura del gummy smile e del bruxismo suggerisce due cose. “Innanzitutto che la pratica clinica e la ricerca sono più avanti delle norme che regolamentano l’uso dei farmaci”, dice Di Gioia, “ma anche quanto sia importante oggi per l’odontoiatra interessato alla cura dell’estetica facciale dei propri pazienti, la formazione, l’unica in grado di assicurare competenza e garanzia di sicurezza, anche nell’uso off label di un farmaco per il quale il medico odontoiatra, in scienza e coscienza, se ne assume la responsabilità”.

La medicina estetica è una branca giovane della medicina, che si sta sviluppando molto velocemente, più delle norme che ne regolano l’esercizio. “Un fatto che crea molta incertezza tra gli operatori, a volte conflitti tra medici e odontoiatri”, dice Di Gioia, “ma anche entusiasmo nel vivere una professione, quella odontoiatrica, in piena evoluzione”.

L’odontoiatra, un medico a tutti gli effetti

Nella diatriba tra medici e odontoiatri impegnati nell’esercizio della medicina estetica è venuto in aiuto il Ministero della Salute. “Con un parere conclusivo”, fa sapere Di Gioia, “ha chiarito che l’odontoiatra, laureato in Odontoiatria e protesi dentaria, è un medico odontoiatra, in quanto esercita una branca medica, l’odontoiatria appunto”. Considerando che non può esserci una separazione assoluta tra le diverse branche, se non per particolari abilità tecniche specialistiche richieste  a ciascun specialista, “l’odontoiatra ha piena facoltà di esercitare la propria branca medica, che riguarda in prima istanza il cavo orale”, spiega Di Gioia, “in connessione però con gli altri distretti del corpo coinvolti nella salute sistemica: questo dovrà portare inevitabilmente a definire meglio i confini di pertinenza dell’odontoiatra, individuati nei denti, nella bocca, nelle mascelle e nei relativi tessuti, tracciati nel 1985 con la legge n. 409, oggi non più attuali”.

L’estetica, non un orpello, ma un elemento connaturato all’odontoiatria

Può esserci un trattamento odontoiatrico privo di legami con l’estetica? “Credo di no”, dice Di Gioia, “perché l’odontoiatria si occupa di patologie perlopiù visibili: per questa ragione, l’odontoiatra nel suo operato non può prescindere dall’estetica che oggi occupa un posto importante anche nella formazione. Per di più, in questi ultimi anni sono cambiate anche le richieste del paziente, di qui la necessità per l’odontoiatra di avere possesso di tutti gli strumenti terapeutici oggi disponibili che non riguardano più soltanto la cura dei denti, ma anche quella dei tessuti periorali e del viso a fini estetici”.

Per un medico, disconoscere questa evidenza, dice Di Gioia, significa avere più a cuore i propri interessi personali, anziché il bene del paziente che quando si rivolge a un odontoiatra si aspetta un’attenzione e una visione d’insieme, solo pochi anni fa impensabili. “Sono però ottimista”, dice la presidente di Poiesis, “ci vorrà del tempo per dirimere i conflitti, per stabilire nuove regole, ma alla fine, con un po’ di impegno, ci riusciremo e allora potremo dire di avere contribuito a realizzare un ambiente più favorevole e sereno alle future generazioni di professionisti e pazienti”.

Il prossimo congresso di Poiesis

La gestione del paziente che richiede trattamenti estetici: è il tema del prossimo Congresso nazionale di Poiesis, che si terrà a Verona il prossimo 9 giugno 2108. “Ci fermeremo a riflettere sulle abilità che non sono oggetto di insegnamento universitario, ma sono fondamentali per operare secondo scienza e coscienza”, dice Milvia Di Gioia, presidente di Poiesis, “cioè la capacità di comprendere le richieste del paziente, di aiutarlo a comprendersi, di farsi guidare dalla biologia e da protocolli validati nelle proposte terapeutiche e non di essere in balia del mercato. Per offrire come medici e con il proprio team un servizio davvero centrato sul paziente”.

 

 

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