Medicazione intracanale

Medicazione intracanale

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DM_il dentista moderno_calcificazioni canalari_endodonzia

I trattamenti endodontici possono richiedere tempi prolungati e non di rado richiedono l’organizzazione su più sedute. Posto che prima della chiusura è sempre consigliabile una disinfezione finale, è importante medicare il dente aperto, di modo da mantenere la carica infettiva sotto controllo ed evitare ulteriori infiltrazioni. Diversi prodotti sono stati proposti a questo impiego ma l’efficacia di alcuni di essi è stata messa in dubbio: ecco perché, clinicamente, molti professionisti preferiscono completare il trattamento in un’unica sessione.

Diversi lavori suggerirebbero di operare in tal modo, sostenendo che non vi sarebbero differenze in termini di dolore postoperatorio e neanche nella guarigione clinica del sito. Altri studi affermano il contrario: lo stesso Holland ha impiegato l’idrossido di calcio sul modello canino e la sua revisione sembra deporre in tal senso, considerando proprio l’idrossido di calcio il materiale ideale. L’azione di questo composto si basa sulla sua dissociazione in ioni di calcio e idrossido e sull’azione di questi ioni su tessuti e batteri. I primi inducono la mineralizzazione dei connettivi con forte attivazione della fosfatasi alcalina e della fibronectina. Il rialzo del pH dovuto al rilascio di ioni idrossido, è invece capace di alterare l’integrità strutturale della membrana citoplasmatica dei batteri.

Gli stessi Autori supportano anche la scelta di cementi a base di idrossido di calcio per la sigillatura canalare, dato che il composto è in grado di stimolare la guarigione. L’obiettivo a monte rimane in ogni caso l’ottenimento di una sigillatura completa al fine di ostacolare la comunicazione tra il canale radicolare e il tessuto periapicale.

L’ultimo aspetto da considerare è quello riguardante la pervietà del forame apicale. Una procedura diffusa prevede la strumentazione del canale con il mantenimento della costrizione apicale. Ciò impedisce la compattazione dei chip di dentina a livello del forame stesso e favorisce l’eliminazione locale dei microrganismi che inibiscono il processo di riparazione post-trattamento. Tuttavia, studi condotti sempre su denti dotati di lesioni periapicali hanno mostrato i risultati migliori dopo l’espansione del forame apicale. Secondo alcuni autori, i detriti compattati a livello del terzo apicale del canale radicolare dovrebbero essere rimossi meccanicamente. Altri ritengono invece che possa essere sufficiente l’impiego di irrigazione abbondante: alla rimozione del tappo segue l’impiego di una medicazione intracanale. D’altra parte, l’allargamento del forame potrebbe ostacolare l’ottenimento del sigillo apicale. Pertanto, nonostante sia acclarato come la pervietà apicale sia un fattore importante nel determinare il successo del trattamento endodontico, risultano necessarie ulteriori ricerche riguardanti l’allargamento del forame.

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