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Pipette and Petri dish biochemical laboratory

La notizia è di pochi giorni fa: un gruppo di ricercatori della University of Toronto Faculty of Applied Science & Engineering ha sviluppato un materiale intelligente per le otturazioni, un antibatterico con proprietà anticarie, che potrebbe risolvere il problema delle carie ricorrenti, in particolare delle recidive nei bambini e nei soggetti già curati ma evidentemente più suscettibili alla malattia. A differenza dei materiali antibatterici già esistenti in commercio, che offrono una protezione dai batteri responsabili della carie solo per poco tempo, non più di qualche settimana, il componente studiato dal team di Ben Hatton e Yoav Finer è un antibatterico di lunga durata: costituito da nanoparticelle che si autoassemblano, così da massimizzare la densità del farmaco, secondo i ricercatori può conservare la propria azione antibatterica per diversi anni. Se supererà gli ultimi test di prova, il nuovo materiale potrà essere lanciato sul mercato, a beneficio dei pazienti.

L’antibatterico, un esempio del nuovo paradigma

Claudia Caprioglio, odontoiatra, esercita la libera professione a Pavia. Specializzata in Ortognatodonzia, è esperta di terapia laser, disciplina di cui è anche docente presso l’Università di Firenze e al Master EMDOLA di Parma

“E’ una buona notizia quella apparsa su Scientific Reports riguardante questo nuovo materiale antibatterico per le otturazioni”, dice Claudia Caprioglio, odontoiatra pediatrica, “d’altronde ormai tutta la ricerca è rivolta verso la prevenzione, come l’ozonoterapia, per esempio, che consente di rendere meno aggredibile il dente, grazie a una maggior mineralizzata dell’area che con è né cavitata meccanicamente, né otturata. La ricerca si sta indirizzando verso una meccanica che non è più di tipo “drilling and filling”: il paradigma odontoiatrico, infatti, si sta modificando, si sta spostando non solo verso un concetto più generalista di attenzione e prevenzione, attraverso la promozione di una corretta alimentazione, di un’igiene accurata, di abitudini e stili di vita sani, ma anche con l’introduzione di nuove tecnologie che ci stanno portando ad abbandonare il vecchio paradigma “drilling and filling” appunto, con l’obiettivo di trovare nuove strade che consentano di aiutare le componenti organiche e inorganiche dentarie a sviluppare una maggior azione di protezione verso gli agenti esterni”.

Un approccio peraltro già abbastanza diffuso, dice Caprioglio, che implica certo la disponibilità di procedure e strumenti, ma soprattutto un salto culturale. “La prevenzione non deve essere associata solo alla fluoroprofilassi“, spiega l’esperta, “ma dovrebbe estendersi anche ad altri ambiti, con il coinvolgimento dello specialista che i genitori dovrebbero contattare precocemente: non si dice forse “primo dente, prima visita?”. Lo scopo è promuovere un approccio poco invasivo, molto conservativo, “e formare il paziente e noi stessi, odontoiatri pediatrici”, dice Caprioglio, “alle nuove terapie, come la terapia laser, l’altra interessante opzione terapeutica a nostra disposizione che permette di gestire i tessuti molli e duri con un maggior rispetto anatomico dei tessuti stessi e avere dunque migliori performance”.

Un passo avanti verso la “caries free”

“Personalizzazione” della terapia è la parola chiave, il filo rosso che accomuna i nuovi strumenti nelle mani dell’odontoiatra, dice Caprioglio. “Sottoporre i pazienti ai test salivari per indagare la propensione a sviluppare la carie”, aggiunge l’odontoiatra pediatrica, “è un altro modo per individualizzare la terapia. La scelta del programma terapeutico è legata alla tipologia del paziente, in questo caso alla sua cariorecettività, che una volta individuata consente di definire il livello di rischio di carie e i trattamenti di cui avrà bisogno il paziente per mantenersi in salute”. Con un’aggiunta, sottolinea Caprioglio. “L’odontoiatra pediatrico è un formatore“, spiega, “nel senso che forma il piccolo paziente ad avere un approccio corretto nei confronti della salute; più prevenzione riesce a fare l’odontoiatra pediatrico, più protezione offre al paziente, sia attraverso l’insegnamento di comportamenti corretti, sia attraverso l’impiego dei nuovi strumenti tecnologici, con l’obiettivo di promuovere la salute e portare i pazienti a uno stato di caries free“.