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da sinistra, le dottoresse Conti, Filippo e Spagnolo

Se n’è parlato a Parma nel corso del Convegno Espositivo de “Il dentista moderno”, dove sono stati anche consegnati i premi per le migliori tesi di laurea.

È ancora nell’aria l’eco del convegno espositivo targato “Il Dentista moderno” (realizzato in collaborazione con Senaf e fregiato del patrocinio del Collegio dei Docenti di Odontoiatria), tenutosi venerdì 27 settembre presso il Centro Congressi Palacassa – Fiere di Parma. Relatori provenienti dal mondo accademico e della libera professione si sono confrontati su un tema di grande attualità: come realizzare un’odontoiatria orientata al paziente. Ad assistere al simposio, durante il quale sono state premiate le migliori tesi di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria, una platea di 500 persone, per la maggior parte liberi professionisti provenienti da tutta Italia.

La giornata, davvero densa di contenuti, è stata moderata da Dino Re, docente di Odontoiatria presso l’Università degli Studi di Milano e Luigi Paglia, responsabile del reparto di Odontoiatria infantile dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano, due dei tre membri del comitato scientifico della nostra rivista (insieme al dottor Sandro Siervo) che anche quest’anno, per il quinto consecutivo, ha premiato le migliori tesi di laurea pervenute in redazione. Il premio, un assegno del valore di 3mila euro per ognuno dei tre neolaureati, vinto da Ilaria Spagnolo, Viviana Conti e Lara Angela Filippo (vedi box), è stato consegnato dal professor Mauro Gandolfini dell’Università degli Studi di Parma, alla presenza dei colleghi Mauro Bonanini e Silvia Pizzi e dei nostri editori Giuseppe e Ivo Nardella.

La giornata di studio e di riflessione sul mondo dell’odontoiatria, un appuntamento ormai fisso per gli addetti ai lavori, quest’anno ha voluto mettere l’accento sul paziente, tracciando tutti i percorsi possibili orientati a soddisfarne le sue aspettative, sia dal punto di vista clinico, sia sotto il profilo della comunicazione.

Docenti e liberi professionisti insieme per un unico scopo

Si sono passati il testimone con disinvoltura, senza esitazione i sei relatori che dalle 9.30 alle 18.00 hanno tenuto gli odontoiatri intervenuti al simposio con gli occhi puntati sui tre maxischermi installati nella Sala 1 del Centro Congressi Palacassa –Fiere di Parma. Ad aprire la sessione del mattino è stato Massimo Simion (guarda l’intervista al Prof. Simion), professore associato presso l’Università degli Studi di Milano, uno dei padri italiani dell’osteointegrazione che ha illustrato l’evoluzione della metodica, ma anche dell’implantologia più in generale, portando dati ed esempi clinici sulle complicanze derivanti dalla peri-implantite, patologia in forte crescita tra i pazienti riabilitati con impianti a superficie ruvida.

Michele Maglione (guarda l’intervista al Dott.Maglione), protesista, socio attivo dell’Accademia italiana di odontoiatria protesica (Aiop), ha parlato di impianti a carico immediato e in siti post-estrattivi, condividendo con l’uditorio la sua esperienza clinica ultradecennale. Fabio Gorni (guarda l’intervista al Dott.Gorni), past presidente della Società Italiana di Endodonzia ed esperto di fama internazionale nel settore, ha illustrato il ruolo del microscopio operatorio in endodonzia, strumento ancora poco diffuso tra gli odontoiatri italiani.

Infine, a conclusione della mattinata, Federico Biglioli (guarda l’intervista al Prof.Biglioli), direttore della scuola di specializzazione e dell’Unità operativa di chirurgia maxillo-facciale presso l’Ospedale San Paolo (Università degli Studi di Milano), ha descritto nel dettaglio le basi anatomiche e le tecniche chirurgiche in anestesia locale per il recupero dei corpi estranei nel seno mascellare, metodica che non può essere ignorata dagli odontoiatri.

Dopo la consegna del premio “Miglior tesi di laurea”, la sessione pomeridiana è iniziata con la relazione di Walter Devoto (guarda l’intervista al Prof.Devoto), libero professionista, socio attivo dell’Accademia Italiana di Conservativa (AIC), ma anche docente di odontoiatria presso l’Università di Barcellona: la sua è stata una lunga e accurata disamina sull’estetica e la predicibilità dei restauri diretti e indiretti in composito del settore anteriore. Infine, Michele Cassetta (guarda l’intervista al Prof.Cassetta), medico odontoiatra, esperto di comunicazione, materia di cui è docente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bologna, ha spiegato come costruire una relazione empatica con il paziente odontoiatrico.

A conclusione della giornata di studio e di riflessione sull’odontoiatria, i due moderatori, Dino Re e Luigi Paglia, nel commentare le relazioni che hanno suscitato davvero grande interesse tra i partecipanti, hanno dato appuntamento ai presenti all’edizione 2014.

Un premio quest’anno tutto al femminile

La professione odontoiatrica è sempre più rosa. Lo dicono i dati degli ultimi anni sugli iscritti al corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria, lo confermano i risultati del premio  “Miglior tesi di laurea – Il Dentista moderno” giunto alla sua V edizione e quest’anno vinto da tre giovani donne. “È stata davvero una bella sorpresa”, ha detto Ilaria Spagnolo nel ricevere il riconoscimento, originaria della provincia di Vicenza, laureatasi all’Università degli Studi di Trieste con una tesi sugli effetti del carico masticatorio su un nuovo cemento resinoso per restauri indiretti. “Ho deciso di destinare un terzo del premio al Laboratorio dell’Università dove ho condotto la tesi”, ha affermato, “mentre l’altra parte la investirò nella mia formazione, dato che ho deciso di orientarmi verso la professione”.

“Non credevo di farcela”, ha commentato invece Lara Angela Filippo, originaria della provincia di Lecce, laureatasi all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti con una tesi sul PRF (fibrina ricca in piastrine), “spesso noi giovani ci scoraggiamo, invece questa è la dimostrazione che se si lavora con impegno i risultati prima o poi arrivano. Il mio prossimo passo? Mi piacerebbe conseguire la specializzazione in chirurgia orale e in parodontologia”.

Felice e soddisfatta è apparsa anche Viviana Conti di Gallarate, in provincia di Varese, città dove si è laureata presso l’Università degli Studi dell’Insubria con una tesi sull’esito di pulpotomie eseguite con MTA su incisivi permanenti immaturi associati a fratture coronali complicate. Anche Viviana, come le sue giovani colleghe, investirà il denaro ricevuto in premio nella formazione. “Lo userò per finanziarmi gli studi, visto che sto già frequentando la scuola di specializzazione in ortognatodonzia”, ha spiegato, “ho scelto questa strada perché mi piace la disciplina, ma anche perché sono convinta che come specialista nel lavoro potrò essere avvantaggiata”.

Quando chiudere lo studio per un giorno conviene

Siamo stati forse fortunati nell’incontrarli tra i circa 500 professionisti intervenuti al convegno, tuttavia gli odontoiatri raggiunti fuori dalla sala 1 del Centro Congressi Palacassa – Fiere di Parma, al termine del simposio, si sono detti soddisfatti della giornata. “Sì”, ha affermato Marco Crimi, odontoiatria di 50 anni che esercita come libero professionista a Piacenza insieme Matteo Fontana, di qualche anno più giovane, “sono molto soddisfatto perché sono stati trattati molteplici argomenti e tutti con un taglio pratico. È un’iniziativa senz’altro da ripetere”. L’odontoiatria orientata al paziente è piaciuta anche a Matteo Fontana, 28 anni. “Cosa porto a casa da questa giornata? La consapevolezza”, ha spiegato, “che al paziente va riservata la stessa cura e attenzione che abbiamo per noi stessi”.

Anche Marco Crimi, 45 anni, libero professionista di Milano, ha chiuso lo studio per un giorno. “E non me ne sono pentito”, ha commentato al termine del convegno, “per partecipare a queste iniziative vale la pena rinunciare a un giorno di lavoro. Dai relatori, che conoscevo tutti, ho avuto una piacevole conferma dei miei pensieri, cioè che il paziente deve essere messo davvero al centro di tutto: speriamo che questo lo capiscano anche le aziende”.

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