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Livelli salivari e sierici di IL6 e IL8 in pazienti con carcinoma del cavo orale

Martina E*
Menegatti E
Capello N, Gardino N
Tanteri C
Broccoletti R
Arduino PG

INTRODUZIONE

I tumori della cavità orale rappresentano circa il 30% di tutti i tumori della testa e del collo, ed il 95% di questi sono carcinomi squamosi. Tutt’oggi si tratta di una patologia con elevata malignità ma che se diagnosticato nelle sue fasi iniziali presenta un’ottima prognosi. E’ stata ipotizzato l’uso di molecole marcatrici in senso diagnostico-prognostico per quanto riguarda i tumori del cavo orale:le molecole più studiate sono state l’interleuchina-6 (IL-6) e l’interleuchina-8 (IL-8).

SCOPO DELLO STUDIO

Si è voluto indagare se esistano delle differenze di espressione per IL-6 e IL-8 tra pazienti affetti da carcinoma squamoso del cavo orale e controlli sani a livello salivare e sierico. Successivamente i livelli delle due citochine sono stati correlati con parametri clinici e istopatologici dei pazienti affetti dalla patologia neoplastica.

MATERIALI E METODI

Sono stati reclutati, nel periodo compreso tra Febbraio 2010 e Maggio 2011, 42 casi di carcinoma squamocellulare del cavo orale afferenti al Servizio di Patologia ed Oncologia Orale, CIR –Dental School (Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino) e 42 controlli sani, paragonabili per sesso, età ed abitudini voluttuarie.

RACCOLTA DEI CAMPIONI

Sono stati prelevati un minimo di 2 ml di saliva, in seguito a salivazione spontanea, per paziente. I campioni salivari sono stati centrifugati a 3500 rpm per 15 minuti a 4°C, è stato raccolto il surnatante ed è stato consevato a -80°C fino al momento della analisi. Il prelievo sierico è stato effettuato utilizzando provette senza anticoagulante. L’intero campione di sangue è stato centrifugato a 300 rpm per 10 min a 15°C. Il siero è stato conservato a -80°C fino al momento dell’analisi.

MATERIALI E METODI DI DOSAGGIO

La tecnica utilizzata per il dosaggio delle citochine è quella E.L.I.S.A.

ANALISI STATISTICA

Medie e distribuzioni di frequenza sono state esaminate per tutte le variabili. Utilizzate mediane per i valori delle IL-6 e 8. Associazioni tra livelli di IL e le variabili sono state ottenute con l’analisi della varianza. Per l’analisi univariata e multivariata, i livelli di IL-6 e IL-8 sono stati trattati come una variabile continua dopo la loro trasformazione logaritmica. Sono stati usati plots Kaplan-Trame Meier ed i test log-rank. Per l’analisi univariata e multivariata sono stati usati modelli Cox di rischio proporzionale per relazionare livelli di IL-6 salivare e IL8 in saliva e siero con le variabili di controllo e l’evento di recidiva o morte.

RISULTATI

I pazienti sono stati seguiti con un follow-up medio di 25 mesi. Dai risultati ottenuti emerge che la IL-6 salivare aumenta in modo statisticamente significativo nei casi rispetto ai controlli, mentre la variazione della stessa proteina nel siero dei pazienti affetti da carcinoma rispetto ai sani non è statisticamente significativa, lo stesso per quanto riguarda IL-8 salivare. IL-8 è stata trovata aumentata nei casi rispetto ai controlli a livello sierico, questa evidenza è però debolmente significativa dal punto di vista statistico.

Per quanto riguarda la correlazione con i parametri clinici e istopatologici dei pazienti, possiamo affermare che il livello di IL-6 salivare aumenta all’aumentare della dimensione del tumore primitivo; il fumo e la presenza di metastasi linfonodali ne fanno salire il livello ma in modo non statisticamente significativo. Nessuna correlazione è stata invece riscontrata con i livelli sierici di IL-6 e con i livelli salivari e sierici di IL-8.

La probabilità che si possa verificare una recidiva della patologia è stata associata più al fatto che si sia attuata della radioterapia piuttosto che a livelli alterati di citochine.

Per quanto riguarda l’evento morte, è stata evidenziata una correlazione statisticamente significativa tra aumentati livelli di IL-6 salivare ed aumentato rischio di andare incontro a morte. La prognosi è peggiore in modo statisticamente significativo se l’età è avanzata (>68 anni), se è presente un coinvolgimento linfonodale e se è stata eseguita chemioterapia. I siti più colpiti risultano essere lingua e pavimento anche se non sono questi i siti che hanno avuto prognosi peggiore. Il fatto che non sia stata eseguita chirurgia correla con una prognosi peggiore in modo debolmente significativo.

CONCLUSIONI

Il nostro è il primo studio prospettico nella letteratura internazionale ad aver condotto una ricerca con una numerosità campionaria di 84 soggetti (42 casi e 42 controlli sani), comprendendo esclusivamente casi di carcinomi squamosi del cavo orale e conducendo un’indagine per IL-6 e IL-8 sia su saliva che su siero. I risultati ottenuti sembrano individuare l’IL-6 come possibile molecola da utilizzare come marcatore per patologia neoplastica orale.

Il fatto che la significatività statistica sia più alta per IL-6 salivare potrebbe rivelarsi molto utile nella pratica: un semplice esame di un campione salivare, sicuramente meno invasivo per il paziente e meno costoso per il sistema sanitario, rispetto ad un prelievo di sangue venoso periferico, potrebbe aiutare il clinico nella diagnosi delle neoplasie del cavo orale. Data la correlazione tra IL-6 in saliva ed evento morte, i pazienti che presentano livelli salivari più elevati di IL-6 potrebbero essere inseriti in programmi di follow-up più stretto o sottoposti a trattamenti più radicali.

La significatività statistica, la validità scientifica e il rapporto costi/benefici fanno dell’analisi dei livelli salivari di IL6 un potenziale strumento da impiegare nella pratica clinica da parte degli operatori sanitari che si occupano di patologia orale, sia nella diagnosi che nella gestione del paziente neoplastico. Studi ulteriori, con una casistica maggiore, si rendono necessari per rafforzare ulteriormente le evidenze, in particolare per valutare e confermare l’utilizzo in senso diagnostico-prognostico dell’analisi della concentrazione dell’IL-6 nella saliva di pazienti con tumore del cavo orale.

bibliografia

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Department of Surgical Sciences
Oral Medicine Section – CIR – DENTAL SCHOOL – Turin – ITALY

3 Commenti

  1. come mai al mio coniuge questo tipo di esame non è mai stato prospettato?
    ci ritroviamo con chemio/radioterapia fatta e con la solita recidiva. Se è minimamente vero quanto scritto più sopra, perchè il medico non ci ha proposto, al di là del risultato che si sarebbe avuto, questo esame?
    Ci riroviamo in balia della malattia e…

  2. se è vero quanto scritto sopra come mai al di là del risultato che poteva dare un esame della saliva come questo, non è stato prospettato al mio coniuge. Ci ritroviamo con recidiva nonostante chemio/radio. Se poi la radio aiuta lo sviluppo della recidiva perchè viene prospettata e “consigliata”?
    Scusate ma leggere quanto sopra mi fà porre una domanda: che farò ora che la recidiva è arrivata? e a questo punto mi domando se è stato fatto tutto il possibile a livello preventivo.
    cosa mi suggerite? Non è solo la paura della malattia ma ripassare la sofferenza sapendo che forse si poteva provare anche questo esame e che dovrò morire…

  3. Buonasera, ci spiace molto per la situazione.
    In realtà si tratta di un protocollo sperimentale di cui è stato proposto l’utilizzo; probabilmente necessita di altri studi per confermare sia la sua utilità sia l’effettiva predicibilità.

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