Le Olimpiadi dell’odontoiatria approdano a Milano

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Le prime Olimpiadi dell’Odontoiatria hanno coinvolto gli studenti del IV anno del Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università di Milano, che hanno gareggiato con entusiasmo come veri atleti dell’odontoiatria. L’idea di organizzare questi “giochi olimpici” dell’Odontoiatria a Milano è stata di Dino Re, professore associato di Malattie odontostomatologiche all’Università degli Studi di Milano e responsabile del Reparto universitario di Riabilitazione orale presso l’Istituto Stomatologico Italiano.

Così, giovedì 7 giugno 2018, 24 studenti al termine del corso di Protesi dentaria, tenuto dal professor Dino Re con il supporto di Sebastian Tansella, professore a contratto per questa disciplina, si sono sfidati in tre difficili prove a cronometro, sotto lo sguardo attento dei loro docenti.

Divisi in 8 gruppi da 3, gli atleti dell’odontoiatria si sono misurati sulla presa di un’impronta in alginato, sul posizionamento di una diga e sulla scansione di un’arcata dentaria con uno scanner intraorale, forse la prova più difficile.

La gara, che si è svolta nell’Aula manichini presso la Clinica De Marchi di Milano, una delle sedi milanesi del Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria, è stata vinta dal gruppo che ha svolto i compiti assegnati con più precisione, ma anche in minor tempo. Simone Bove, Andrea Bovio e Nicolò Bertani sono risultati i vincitori della I edizione delle Olimpiadi dell’Odontoiatria di Milano.

“Un’esperienza da ripetere”, dice Dino Re, il promotore dell’evento italiano, “mi piacerebbe far gareggiare gli studenti anche durante l’anno, come prova intermedia per verificare l’apprendimento a metà del corso, perché mi sono accorto che il gioco e la sfida inseriti all’interno di questa disciplina dell’odontoiatria hanno stimolato molto i giovani a fare bene e meglio, che poi è anche l’obiettivo del mio corso, come di tutti i nostri insegnamenti universitari”.

1 commento

  1. Bellissima iniziativa anche perché ho avuto modo di sentire l’entusiasmo ed il coinvolgimento degli studenti. Sicuramente da ripetere.

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