Il progresso in ambito socio-sanitario ha fatto emergere un nuovo concetto di salute, più ampio e comprensivo di risvolti, con cui l’odontoiatria di oggi deve confrontarsi. La rielaborazione di tale concetto ha cambiato il modo stesso in cui clinico e paziente intendono la salute. In alcuni casi l’aumento delle informazioni a cui il pubblico ha accesso ha permesso lo sviluppo di percorsi paralleli tra chi cura e chi viene curato, strade virtuose che portano a una nuova comunione di intenti. Talvolta, invece, si assiste a sviluppi divergenti che non permettono l’instaurarsi di una proficua alleanza terapeutica.
Per questi motivi, la “salute” è oggi un concetto tanto ampio, quanto individuale. La verità di queste parole è ancor più evidente quando ci si rapporta a uno dei suoi aspetti più delicati: l’estetica. Il diritto a possedere tutte le caratteristiche del “bello” appartiene a ciascun individuo, in quanto elemento fondamentale che concorre a creare uno stato di benessere psico-fisico. Non va tuttavia sottovalutato come il ” bello” possa assumere sembianze diverse da persona a persona.
In odontoiatria, questo cambiamento culturale ha prodotto un mutamento anche per quanto concerne i rapporti umani che si instaurano con il paziente. Oggi un approccio paternalistico da parte del clinico non è più accettato, ed è quindi importante imparare a essere prima di tutto comunicatori chiari ed efficaci, in modo da dare al paziente gli strumenti necessari per intavolare un dialogo sulle riabilitazioni partendo da basi biologicamente corrette. Strumenti come il mock-up (anche in formato digitale) sono in grado di fornire al paziente un punto di vista nuovo, informato e consapevole riguardo la proposta terapeutica che viene impostata dal curante. Per questo succede sempre più di frequente che, anche partendo da idee diverse, si riesca a raggiungere un compromesso terapeutico adeguato. Pur avendo trasmesso tutti i concetti chiave al paziente, può comunque permanere una distanza tra la percezione estetica delle due parti; in questi casi capiterà di dover assecondare le esigenze estetiche del paziente a discapito di proporzioni auree o del corretto mimetismo cromatico.
In tutti i casi a elevata valenza estetica è sempre necessario fotografare lo stato anteriore, redigere un consenso informato dettagliato e, solo dopo, procedere all’esecuzione del caso, documentando i risultati ottenuti. Sia che si tratti di restauri di elementi dentali, che di trattamento dei tessuti periorali, un cambiamento che si discosta da quanto concordato rischia di sfociare in una manifesta insoddisfazione da parte del paziente.

Sono poche le discipline che richiedono una fusione tra arte e scienza tanto accurata quanto quella del ripristino o del conferimento di un aspetto piacevole al volto. Ogni epoca, ogni società e infine ognuno di noi ha una propria e personale idea di bellezza.

Compito dell’odontoiatra è indagarla e capirla, affinché la terapia raggiunga il proprio obiettivo, vale a dire migliorare in tutti gli aspetti la salute del paziente. In fondo, si dice che la bellezza si trovi negli occhi di chi guarda, e l’occhio che più spesso ci osserva è proprio il nostro.

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