DM_il dentista moderno_L' approccio al paziente pedodontico

L’odontoiatria pediatrica è una disciplina che negli ultimi anni ha acquistato una netta spinta professionalizzante in ambito italiano, probabilmente culminata con l’introduzione della relativa scuola di specialità. I primi pedodontisti specializzati andranno ad acquisire il titolo l’anno venturo.
La crescita a cui si è fatto riferimento, forse più che in qualsiasi altro ambito specialistico all’interno della pratica odontoiatrica, si è basata su di un’evoluzione di tipo concettuale più che tecnico. Il soggetto pediatrico, infatti, è oggi riconosciuto come un agente attivo della salute, in grado di autodeterminare il proprio benessere.
Partendo da tali presupposti, un gruppo di lavoro canadese ha recentemente pubblicato un articolo in cui analizzava scientificamente come fosse concettualizzata l’età pediatrica nei testi di riferimento in pedodonzia a livello nordamericano.
La metodica di lavoro scelta è stata quella dell’analisi critica del discorso, che a sua volta prevede diversi approcci, ognuno dei quali sottende dei fondamenti teorici e metodologici diversi: l’approccio scelto dagli Autori è stato quello sociologico. Nell’analisi del discorso, il linguaggio – parlato o scritto – riflette le ideologie ad esso sottostanti. Nella metodica sociologica impiegata, l’analisi testuale rappresenta il primo di 3 livelli di comprensione: qui viene anche indicata come “discorso spontaneo“.
Gli Autori hanno preso in esame l’ultima edizione (2015) del McDonald and Avery’s “Dentistry for the Child and Adolescent”, il testo riportato come più indicato dal National Dental Examination Board (NDEB, in Canada ma anche negli Stati Uniti) per studenti e clinici in ambito pedodontico. Oltre ad esso, vengono considerate le linee guida della Canadian Association of Pediatric Dentistry (CAPD), che riprendono quelle dell’omologa società statunitense (AAPD). Si ricordi come anche il nostro Ministero della Salute fornisca linee guida aggiornate nello stesso ambito.
L’analisi ha considerato in realtà una scelta dei testi sopracitati, il capitolo 16 del libro, dal titolo “Nonpharmacologic Management of Children’s Behaviors” (Autrice Stigers JI) e il documento “Guidelines on Behavior Guidance for the Pediatric Dental Patient” estratto dalle linee guida.
Secondo quanto riferito dagli Autori, l’analisi ha messo in luce un approccio di tipo paternalistico al paziente di età pediatrica, atteggiamento che sarebbe mosso in primo luogo dalla priorità di portare a termine il trattamento.
Nella loro analisi sull’applicazione clinica dei risultati, gli Autori sottolineano le indicazioni a portare il paziente al centro del processo decisionale: un approccio antitetico potrebbe addirittura rappresentare un eventuale fattore di stress per il paziente stesso.

Riferimenti bibliografici

Dean JA. (ed.). McDonald and Avery’s “Dentistry for the Child and Adolescent”, 10th edn. St.Louis, MO: Elsevier Health Sciences, 2015.

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