Integratori alimentari, un’opportunità per la sostenibilità del SSN

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Si è svolto a Milano il 13 settembre il 1° expert meeting intitolato #TNIntegratori – Nuove strategie di comunicazione verso medici, farmacisti e consumatori organizzato da Tecniche Nuove Healthcare.

Cinque ore di formazione e dibattito con 15 relatori e una platea di oltre 140 persone per parlare di integratori e confrontarsi sui principali bisogni con tutti i gli attori della filiera, dai produttori ai distributori, dai prescrittori ai consumatori.

Gli integratori possono rappresentare un’opportunità per la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale, che si trova a cercare soluzioni a una domanda di salute sempre più elevata a fronte di risorse sempre meno disponibili. «Prevenire è meglio e può costare meno che curare» ha spiegato Giorgio Colombo (Direttore Scientifico S.A.V.E. Studi Analisi Valutazioni Economiche). «Se un integratore dimostra di ridurre l’insorgenza di una malattia, allora può ridurre i costi sanitari. Ne è un esempio l’acido folico, che al netto della spesa dell’integrazione, consente di risparmiare costi davvero ingenti legati a una malattia disabilitante come la spina bifida. Altri esempi sono gli omega 3 nella riduzione degli eventi cardiovascolari o la vitamina D nella prevenzione delle fratture in soggetti a rischio per osteoporosi. Ecco allora che a fianco degli studi di efficacia, per ottenere il riconoscimento dalle istituzioni, servono anche studi di nutrieconomia, volti a verificare anche l’impatto economico degli integratori».

Oggi il mercato degli integratori vale quasi 3,2 miliardi di euro e conta oltre 18.000 prodotti. Benché il medico di medicina generale continui a essere il principale prescrittore di integratori, è in forte crescita l’interesse anche degli specialisti.

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