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Enrico Manca
Dino Re1
Gabriele Augusti1
Davide Augusti1
Ugo Torquati Gritti1

1Istituto Stomatologico Italiano, Università degli Studi di Milano, Reparto di Riabilitazione Orale

Riassunto

L’impronta di precisione è uno dei passaggi clinici fondamentali per la trasmissione di informazioni al tecnico di laboratorio. Come in molte altre discipline odontoiatriche, un piano di trattamento protesico adeguato dovrebbe includere un’attenta programmazione delle fasi operative: fra le molteplici decisioni da intraprendere, le modalità di preparazione dei pilastri, la gestione dei tessuti molli e il tipo di materiale da impronta rappresentano punti chiave per la costruzione di un manufatto accurato.

La rilevazione dell’impronta di precisione è un passaggio che giunge dopo molti altri: preparazioni preliminari, provvisori, gestione dei tessuti molli, rifinitura definitiva dei monconi; per ottenere una riproduzione di successo delle strutture intraorali, numerose condizioni preliminari devono quindi essere soddisfatte grazie a un’attenta progettazione. Anche se ciascun elastomero possiede caratteristiche peculiari, e non è esente da alcuni svantaggi, questo aggiornamento si propone di fornire la conoscenza di base delle proprietà fisiche per selezionare quello più adatto allo scenario clinico da risolvere.

Summary

Dental impressions in fixed prosthodontics: properties of elastomeric materials

High-quality dental impressions are necessary in order to share and communicate proper clinical information to the dental technician. As with many other dental specialties, a comprehensive treatment plan should include a detailed description of clinical steps: tooth preparation design, soft-tissue management and impression materials are of paramount importance to produce an excellent-fitting fixed prosthesis. Dental impressions for master models are obtained following numerous interventions: preliminary tooth preparations, delivery of provisionals, conditioning of gingival tissues, definitive preparations: each of those preliminary conditions need to be planned and carried out precisely for a detailed reproduction of intra-oral structures.

Although each elastomeric material has its own strengths and weaknesses, this article aims to uncover essential physical properties of polyvinyl-siloxanes and polyethers in order to help clinicians make rational choices during impression taking.

Le necessità di una diagnosi accurata, della formulazione di un piano di trattamento rigoroso, di realizzazione di un manufatto in grado di soddisfare esigenze funzionali ed estetiche elevano la riabilitazione protesica in senso lato a un’area interventistica complessa, e allo stesso tempo affascinante, dell’Odontoiatria. All’interno dell’insieme delle differenti soluzioni protesiche fisse, uno dei punti rilevanti è rappresentato dal trasferimento delle informazioni cliniche al tecnico di laboratorio: una comunicazione completa ed esauriente dei dati potrà anticipare la realizzazione di un manufatto di successo. In questo ambito, un ausilio importante è giunto dalla tecnologia: scanner digitali, strumenti per la rilevazione assistita del colore o software di pre-visualizzazione dei risultati, unitamente alle fotografie del caso clinico consentono di ottimizzare la comunicazione odontoiatraodontotecnico1.

Nonostante gli strumenti disponibili, alcune indagini hanno evidenziato numerose carenze nella comunicazione fra odontoiatra e tecnico di laboratorio, a partire dalla completezza delle prescrizioni: secondo Stewart, solo il 31% delle indicazioni fornite dai clinici è risultato chiaro e preciso2. In una interessante ricerca condotta da Afsharzand et al. (che ha coinvolto 199 laboratori in 50 stati statunitensi), limitata tuttavia al solo ambito implantare, il 29% dei tecnici intervistati ha dichiarato di dover ricontattare l’odontoiatra per chiedere spiegazioni sulla prescrizione ricevuta e di dover spesso erogare assistenza per la progettazione finale del manufatto (Figura 1)3. Al di là degli strumenti digitali attualmente disponibili, l’impronta di precisione tradizionale rappresenta tutt’oggi la metodica principe e maggiormente utilizzata per raggiungere l’obiettivo del trasferimento tridimensionale di informazioni in protesi fissa, sia essa fondata su pilastri naturali o impianti.

Nel questionario di Afsharzand et al. il materiale da impronta più frequentemente utilizzato è risultato essere rappresentato dai siliconi per addizione (60%); circa il 30% delle impronte inviate ai laboratori apparteneva invece alla categoria dei polieteri3. Fra le finalità attribuite all’impronta vi sono la registrazione dei rapporti degli elementi preparati con i denti contigui, dei tessuti gengivali e della morfologia delle eventuali brecce edentule. Le possibili imperfezioni di un’impronta tradizionale possono essere immediatamente riconoscibili oppure, in alcuni casi, rivelarsi tardivamente durante i processi di realizzazione dei manufatti; il compito di giudicare la qualità dei dettagli registrati e di decretare la possibilità di procedere alla colatura di un modello di lavoro è affidata, almeno in prima istanza, al clinico.

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