DM_il dentista moderno_Impiego e prospettive dei silani

Le resine composite trovano oggi una varietà di applicazioni in ambito odontoiatrico. La qualità dell’adesione a livello dell’interfaccia incide fortemente sulle caratteristiche del materiale, in particolare sulla sua resistenza meccanica. L’impiego di agenti accoppianti silanici ha in primo luogo effetti positivi sull’adesività, ma condiziona anche altre proprietà fisiche del prodotto.

I silani sono una famiglia di silicati organici caratterizzati dalla compresenza di due gruppi reattivi (formula di base X3SiY), che possono presentare in realtà diversi sostituti: è a questi che, in ogni caso, si deve l’effetto accoppiante.

Per quanto la conoscenza di questi materiale sia ormai larga al pari della loro diffusione, è interessante illustrare quali potrebbero esserne le future applicazioni, che sembra vadano al di là di quella di semplici accoppianti.

Nella fattispecie, il gruppo Y è in grado di reagire in diverse maniere: i composti ottenuti vengono variamente impiegati nell’industria nel trattamento delle superfici. Il metiltrietossisilano (MTES) media la resistenza di superficie e l’idrorepellenza di materiali plastici. L’octadecilsilano è pure impiegato come trattamento idrofobico di superficie, ma anche come carrier nella cromatografia liquida e a gas. L’acilossisilano è stato sviluppato come additivo dei filler inorganici all’interno di matrici organiche: questo dato è molto interessante se considerato in parallelo con i compositi a uso odontoiatrico, in cui e particelle di filler sono trattate superficialmente con un composto silanico detto 3-MPS. Infine, i derivati dei sali degli ammoni quaternari vengono utilizzati, tra l’altro, come agenti antibatterici.

Riconsiderando nello specifico le caratteristiche e gli sviluppi concernenti l’impiego in odontoiatria, gli agenti polifluoroalchilsilanici possiedono una catena fluorocarbonica e un metossile come gruppo funzionale idrolizzabile e una catena fluorocarbonica idrofobica come gruppo funzionale organico. Impiegando il prodotto come surfattante, sono state osservate possibili proprietà anticariogeniche a livello dello smalto.

È stato suggerito inoltre che potenziando l’idrofobicità dell’interfaccia silanizzata sia possibile migliorare l’idroresistenza e la durabilità dei restauri in materiale composito. Per ottenere tale risultato, si è pensato ad esempio di addizionare gruppi polifluoroalchilici: sono state studiate diverse combinazioni, le cui caratteristiche di bagnabilità dipendevano appunto dal tipo di catena fluoroalchilica impiegata. Questo tipo di modificazioni mostrano un’azione significativamente positiva anche sull’effetto adesivo, un minore deterioramento in acqua, oltre che un effetto accoppiante raddoppiato.

Le evidenze suggeriscono infine che addizionare due o più agenti silanici diversi favorisca anche il controllo del pH, il quale costituisce un altro dei fattori importanti a livello dell’interfaccia, essendo in grado di modificare – in questo caso di incrementare – l’adesione e la forza della ricostruzione in materiale composito.

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