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La progettazione dell’illuminazione dell’ambulatorio può essere condotta con varie tecniche che comportano diversi livelli di complessità, di impegno in termini di tempo e di denaro, di differenti affidabilità e precisione dei risultati, senza trascurare i livelli di consumo e il possibile risparmio energetico.

a cura di Aldina Tradati

La progettazione dell’illuminazione costituisce una parte importante dei compiti del progettista di interni. La figura professionale dedicata viene chiamata “lighting designer” o “illuminotecnico”. Basandosi sulle caratteristiche degli effetti luminosi si ottengono soluzioni variegate e interessanti.

La realizzazione di un buon sistema di illuminazione non può prescindere da un’attenta valutazione delle caratteristiche delle lampade impiegate: per ciascuna di esse è essenziale conoscere la qualità della luce e della resa dei colori, l’efficacia di illuminamento e il flusso luminoso emesso, anche in funzione della potenza impiegata e della durata di vita.

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Ad esempio, per una buona resa dei colori e l’ottimizzazione dei contrasti le lampade usate devono avere una temperatura di colore attorno ai 4000 gradi kelvin.
In commercio si trovano lampade che riproducono lo spettro della luce solare; grazie alle radiazioni emesse hanno una funzione igienica di disinfezione dell’ambiente e per questo sono ritenute estremamente salutari e utilizzate negli ambienti sanitari.

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Bisogna tenere presente che tutte le lampade hanno una data efficienza luminosa e una durata di funzionamento prevista: occorre pertanto prevedere un piano di manutenzione. Un’accurata pulizia determina il buon funzionamento; infatti un accumulo di polvere può ridurre la luminanza anche del 40%.
L’illuminazione di un ambiente è data non solo dal flusso luminoso emesso dalle sorgenti naturali e artificiali, ma anche dalla luce riflessa dalle superfici che direttamente o indirettamente sono investite dalla luce.

Si deve tenere conto quindi dei fattori di:

  • assorbimento luminoso, che si verifica quando la luce viene assorbita in parte e in parte riflessa quando colpisce una superficie;
  • riflessione luminosa, quando la luce colpisce una superficie opaca;
  • trasmissione luminosa, quando i raggi luminosi attraversano una superficie più o meno trasparente.

Chiaramente il progetto illuminotecnico varierà a seconda della tipologia di ambiente. L’armonia della distribuzione della luce è parte integrante della buona riuscita di un progetto.

Si sceglierà pertanto di ottenere uno stato di relax nella zona di attesa per il paziente e un elevato grado di comfort visivo per l’odontoiatra all’interno della sala operativa: la qualità della luce in questo ambiente è un fattore determinante per la qualità del lavoro del sanitario.

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Si consigliano fonti luminose che supportano i 5500 gradi kelvin e che hanno uno spettro di emissione cromatica tra i 380 e i 700 nanometri. La norma UNI EN 12464-1 definisce i requisiti illuminotecnici per i posti di lavoro per interni. Vi sono evidenziate le esigenze di comfort visivo sui livelli di illuminamento e sulle protezioni visive da applicare in caso di abbagliamento.

Per avere un buon comfort visivo è necessaria una corretta distribuzione delle luminanze tale da evitare contrasti di luci troppo elevate o troppo basse. Nella progettazione dell’illuminazione artificiale è importante valutare la capacità di un corpo illuminante di non alterare il colore di un oggetto, specie per quei compiti visivi incentrati sul corretto discernimento dei colori, oltre che per la sicurezza e il benessere visivo in generale.

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Un’inadeguata illuminazione può provocare danni alla vista e stati di malessere e può essere causa o concausa di rischio di errori nell’esecuzione del lavoro e di infortuni.

Quando è possibile, è preferibile utilizzare la luce solare a quella artificiale; infatti, i raggi solari influiscono positivamente sull’organismo e sull’umore. La luminosità dei locali può essere aumentata colorando di bianco o con tinte chiare tutte le superfici, ricordando che quelle bianche riflettono fino all’80% della luce ricevuta, mentre una superficie grigio-scura raggiunge solo il 15-25%.

La luce artificiale deve essere progettata e distribuita tenendo conto che le esigenze dell’illuminazione generale dei locali di lavoro sono diverse rispetto a quelle dei posti di lavoro. Gli studiosi consigliano di mantenere un rapporto fra i due livelli di illuminazione da 1 a 3 e comunque mai superiore a 5.

La distribuzione delle luminanze influenza l’impegno oculare: quando l’occhio si discosta dall’oggetto messo a fuoco inizia il processo di adattamento alle nuove luminanze e l’apparato visivo è soggetto ad affaticarsi in misura tanto più elevata quanto maggiori sono le differenze di luminanze. Oggi progettiamo utilizzando luci a led, acronimo inglese di “light emitting diode” ovvero diodo a emissione luminosa.

Si tratta di un tipo di luce non invasiva che oltre a garantire un risparmio energetico, dovuto al basso consumo, ha una lunga durata, una minima necessità di manutenzione e maggiori prestazioni rispetto a un’illuminazione tradizionale.

Un’illuminazione efficace per lavorare bene

Il caso che prendiamo qui in analisi è la ristrutturazione di un ambulatorio di circa 80 m2, costituito da una sala di attesa, un punto reception, due sale operative, un ufficio privato, due bagni di cui uno per pazienti diversamente abili, un vano macchine e un ripostiglio, il tutto illuminato con lampade tradizionali ai neon e alogene.

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La ristrutturazione è stata principalmente dettata dalla necessità di avere un’immagine più confacente ai tempi odierni e una diversa partizioni degli spazi con la zona clinica ben separata da quella extra clinica. Si è proposta una progettazione così costituita:

  • ingresso reception, sala di attesa bagno pazienti;
  • ingresso al corridoio clinico con ufficio privato, OPT, spogliatoio, bagno del personale, due sale operative sterilizzazione. La reception con permanenza di persone collocata in zona baricentrica, front office verso l’ingresso, il retro comunicante con la zona operativa.

Nei lavori di riammodernamento, l’illuminazione ha avuto una parte determinante: faretti a led sono stati collocati nel controsoffitto nella zona di ingresso reception e piastre a led sono state inserite nella controsoffittatura nella zona operativa. Sono state scelte apparecchiature omologate e certificate, che non necessitano di particolari azioni di pulizia.

Le lampade inserite a progetto assicurano il massimo comfort visivo e una perfetta resa del colore e, non da ultimo, un significativo risparmio energetico. Il progetto proposto, la scelta dei  materiali di allestimento, dei colori e lo studio dell’illuminazione hanno contribuito a rendere gli spazi gradevoli, caratterizzando l’ambiente e garantendo, al contempo, condizioni di lavoro ottimali, il miglioramento dei costi di gestione, il comfort visivo, il benessere dei pazienti, degli odontoiatri e dei loro collaboratori.

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