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2. (a) figura di una sezione apicale preparata con punte a ultrasuono; (b) figura di una sezione apicale a C preparata con punte a ultrasuono; (c) figura di una sezione apicale preparata con il laser.

La chirurgia endodontica nel corso degli ultimi decenni ha fatto notevoli passi avanti nelle sue tecniche e nei materiali di cui si avvale. Con il supporto poi del microscopio operatorio il clinico può condurre un trattamento apicale nel modo più conservativo possibile. Ma quali strumenti sono meno traumatici per la porzione apicale? Le punte ultrasoniche o il laser?

Valutazione dell’integrità della sezione apicale dopo la preparazione endodontica retrograda effettuata con Er, Cr – YSGG laser a paragone con le punte ultrasoniche
Comparison of the effect of Er, Cr – YSGG laser and ultrasonic retrograde root-end cavity preparation on the integrity of root apices
Rahimi S, Yavari HR, Shahi S, Zand V, Shakoui S, Reyhani MF, Pirzadeh A. J Oral Sci. 2010;52(1):77-81.

Questo aggiornamento indaga la probabilità di generare crack o chips dentinali durante la preparazione della cavità apicale in ambito di un trattamento di chirurgia retrograda endodontica con laser e punte ultrasoniche.

Gli autori hanno preso in considerazione 60 centrali superiori monoradicolati con apici completi. I denti sono stati conservati in soluzione acquosa di timolo allo 0.2%. La superficie radicolare è stata curettata e disinfettata con immersione in ipoclorito di sodio all’1% per 30 minuti. I denti sono stati decoronati con una fresa diamantata a livello della giunzione amelo-cementizia. I campioni sono stati trattati endodonticamente secondo la tecnica step-back e otturati mediante tecnica di condensazione laterale a caldo. Dopo 48 ore l’otturazione canalare sono stati tagliati i 3 mm apicali con una fresa a fessura perpendicolarmente all’asse maggiore della radice. A questo punto gli autori hanno immerso i provini in blu di metilene allo 0.004% per 48 ore e li hanno analizzati allo stereomicroscopio sotto ingrandimento x40 per valutare la presenza in caso di crack dentinali. I denti che a questo punto mostravano crack sono stati esclusi dallo studio dagli autori. A questo punto i denti sono stati fotografati e divisi a random in due gruppi di 30 campioni l’uno. In un gruppo si è provveduto a disegnare la cavità apicale con punte a ultrasuono, nell’altro con Er, Cr – YSGG laser con una punta di 600 µm e potenza di 4 W. Quindi i campioni sono stati immersi nuovamente nel blu di metilene e analizzati allo stereomicroscopio a 40 ingrandimenti per esaminare la presenza di fratture (cracks) o scheggiature (chips). L’esame al microscopio è stato condotto da un operatore esperto in cieco. Gli autori hanno riscontrato solo un crack nel gruppo a ultrasuoni e nessuno nel gruppo in cui è stato utilizzo il laser; tra i due gruppi non vi è stata differenza statisticamente significativa. Per quanto riguarda invece la presenza di chips ne sono stati riscontrati 7 nel gruppo preparato con punte a ultrasuono e nessuno nel gruppo preparato con il laser; in questo caso, invece, la differenza statistica è significativa (P= 0,01).

Considerazioni cliniche

In accordo con questo studio il clinico deve considerare che la preparazione della sezione apicale con punte ultrasoniche, durante la chirurgia endodontica retrograda, può generare seppur minimamente dei chips o crack dentinali, cosa che invece non sembra succedere se la preparazione viene effettuata con Er,Cr – YSGG laser.

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