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1. Impianto corto (4,1 x 8 mm) a supporto di un singolo dente al tempo del posizionamento.

Con il termine di impianti corti si descrivono tutti gli impianti dentali con forma e materiali convenzionali, ma di lunghezza inferiore ai 10 mm. Gli studi qui presentati analizzano impianti corti sia in casi di edentulia singola, che in edentulie parziali, in zone sia anteriori che posteriori, valutando i fattori che possono influire sul risultato finale. Le statistiche presentate mostrano performance sicuramente incoraggianti, sottolineando come la scelta di impianti corti possa essere vincente in certe situazioni cliniche, ma allo stesso modo evidenziando la necessità di valutare attentamente ogni caso, per utilizzare questo strumento terapeutico solo quando sia veramente necessario e solo in presenza di situazioni che presentino caratteristiche anatomiche e funzionali compatibili con gli impianti corti.

Impianti corti in edentulie parziali mascellari e mandibolari: studio retrospettivo con valutazione dai 10 ai 20 anni.
Short implants in partially edentulous maxillae and mandibles: a 10 to 20 years retrospective evaluation.
Lops D, Bressan E, Pisoni G, Cea N, Corazza B, Romeo E. Int J Dent 2012;Article ID 351793.

Gli impianti corti sono uno strumento utile per risolvere problemi di edentulie in pazienti con ridotto supporto osseo. Questo studio analizza nel lungo periodo l’efficacia di questi sistemi sia nelle edentulie singole, che in quelle parziali, valutando i risultati nel lungo periodo e confrontandoli con impianti di dimensioni standard.

Lo scopo di questo studio è stato valutare la prognosi degli impianti corti (8 mm) nel lungo periodo e verificare se il sito implantare possa influenzare la prognosi. In totale sono stati analizzati 121 pazienti (57 donne e 64 uomini) trattati con un totale di 257 impianti, di cui 108 corti (8 mm). Solo 8 impianti hanno presentato una mobilità che ha indotto la necessità di rimozione degli stessi. Quattro impianti erano corti (3,6%) e sostenevano una protesi parziale fissa, mentre altri 3 erano impianti standard sempre con protesi parziale fissa, uno solo invece era un impianto standard a supporto di un elemento singolo. Sono state confrontate statisticamente la perdita di osso marginale (MBL) e la profondità di sondaggio (PD) degli impianti corti e degli standard non ottenendo un risultato significativo (p > 0,05). La percentuale di sopravvivenza a 20 anni degli impianti corti è stata del 92,3%, mentre per gli impianti di lunghezza convenzionale è risultata pari al 95,9%. Il successo – valutato come assenza di mobilità, di sintomi, di radiotrasparenza ossea perimplantare e la presenza di un sondaggio inferiore ai 3 mm – è stato del 78,3% per gli  impianti corti e di 81,4% per quelli standard. La sopravvivenza degli impianti corti in zone anteriori o posteriori è stata sovrapponibile ( 95% posteriori e 96,4% anteriori), senza differenze statisticamente dimostrabili (p > 0,05). Si è potuta quindi confermare l’alta efficacia degli impianti corti a supporto di manufatti protesici coinvolgenti anche più di un elemento. Le prognosi degli impianti corti e standard nel lungo periodo sono risultate sovrapponibili. Appare tuttavia necessario valutare le percentuali di sopravvivenza su una casistica maggiore per confermare questi dati iniziali.

Implicazioni cliniche

Gli impianti corti (8 mm) si sono dimostrati efficaci anche nel trattamento di zone parzialmente edentule, senza mostrare differenze significative tra area posteriore e anteriore. Lo studio incoraggia all’utilizzo di questi impianti, valutando tuttavia con attenzione la qualità dell’osso e la forza di masticazione del singolo soggetto.

2. Impianto corto (4,1 x 8 mm) a 12 anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Impianti corti (4,1 x 8 mm) a supporto di due elementi al momento dell’inserimento e carico.
4. Impianti corti (4,1 x 8 mm) a supporto di due elementi, controllo a 14 anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

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