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Luigi Paglia

La carie della prima infanzia o Early Childhood Caries (ECC) è una manifestazione precoce della malattia cariosa che si sviluppa nei bambini di età inferiore ai 6 anni, a volte anche prima dei due anni. Si tratta di una patologia multifattoriale la cui causa principale va ricercata nel prolungato consumo di zucchero, miele, bevande zuccherate, ma anche latte non addizionato di zucchero (specialmente nelle ore notturne, quando il flusso salivare è fortemente ridotto) somministrate al bambino molto piccolo attraverso ciuccio o biberon. Il quadro clinico varia da forme iniziali di demineralizzazione dello smalto fino alla completa amputazione dei denti da latte.

Recenti studi hanno dimostrato che i bambini affetti da ECC sono più esposti a insorgenza di dolore ed emergenze odontoiatriche, infezioni ricorrenti, sviluppo di paura e fobia odontoiatrica da adulto, malocclusione e sviluppo di nuove carie anche in dentizione mista e anche a possibili alterazioni nello sviluppo e nella crescita. Considerando la tenera età dei pazienti affetti e le gravi conseguenze di questa patologia, è opportuno adottare un atteggiamento di tipo preventivo che ritengo utile sottolineare per riverificare insieme le nostre conoscenze. Alcune di queste raccomandazioni devono infatti fare parte del bagaglio che tutti dentisti devono trasmettere ai propri pazienti neogenitori.

  • Dal periodo di eruzione dei primi dentini (6-8 mesi): mantenere l’igiene del bambino facendo scorrere sulle superfici dentarie, dopo ogni pasto, una garza imbevuta di acqua su cui è stato messo un po’ di dentifricio al fluoro.
  • Quando sono comparsi più dentini: pulire quotidianamente i denti mediante spazzolino con setole morbide e dentifricio con fluoro 500 ppm (l’igiene orale deve essere praticata da un genitore utilizzando uno spazzolino a setole morbide con la testina piccola, facendo attenzione a usare la massima delicatezza).
  • Evitare di somministrare al bambino zucchero o miele con il ciuccio.
  • Evitare le bevande zuccherate (succhi di frutta, tè confezionati, ecc.).
  • Non assaggiare con la stessa posata le pappe del bambino né pulire il ciuccio caduto a terra mettendolo nella propria bocca (si trasmetterebbero così al piccolo i batteri presenti nel cavo orale del genitore).
  • Favorire l’allattamento a richiesta, cercando di limitare le poppate di notte, quando sono meno attivi i meccanismi di autodetersione.
  • Nel caso si manifesti la patologia applicare tutte le sere, dopo l’igiene orale, creme rimineralizzanti consigliate dallo specialista in odontoiatria infantile, evitando l’assunzione di cibi e/o bevande nelle ore successive (ad esclusione dell’acqua).
  • Sottoporre il bambino a controlli trimestrali per valutare l’evoluzione del quadro clinico.

Così facendo potremo cercare di ridurre l’impatto clinico di questa malattia e i gravi danni che provoca ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.

All’odontoiatria infantile sarà dedicato il primo corso ECM de Il Dentista Moderno e sul primo modulo, che sarà pubblicato sul numero di gennaio, tratteremo estesamente proprio il tema della prevenzione nel piccolo paziente. A presto quindi!

Luigi Paglia

 

Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva

 

2 Commenti

  1. Buongiorno,
    argomento molto interessante verso il quale andrebbe fatta una intensa opera di sensibilizzazione presso famiglie e scuole.
    Se non sbaglio però le raccomandazioni cliniche del ministero nella versione 2017 consigliano dentifrici con fluoro alla concentraione 1000 ppm

    • Dal 2018 come SIOI faremo una campagna di sensibilizzazione su queste tematiche per la popolazione! Unisciti a noi!
      PS
      Con bambini molto piccoli 1-2 anni starei su % di fluoro nel dentifricio più basse e ovviamente sotto supervisione di un adulto.

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