DM_il dentista moderno_sonno_osas_apnee notturne

I disordini respiratori del sonno, condizioni che spaziano dal semplice russamento al quadro sindromico apnoico denominato OSAS rappresentano una problematica clinica rilevante in diverse fasce d’età. Il Dentista Moderno ha avuto già modo in passato di occuparsi della tematica nel suo approccio multidisciplinare dalla fase diagnostica a quella terapeutica. Questo articolo fa riferimento a un interessante aggiornamento di ambito pediatrico recentemente pubblicato da Ikävalko e colleghi sullo European Journal of Orthodontics.

Si stima che il 28-44% degli adulti e il 7-25% dei bambini e adolescenti siano russatori, mentre la prevalenza delle vere e proprie apnee ostruttive del sonno (OSA) si attesti al 2-4% e al 1-3%, rispettivamente. Gli autori osservano anche come, nonostante gli sviluppi di tipo strumentale e l’accresciuta consapevolezza in ambito multispecialistico (ad esempio fra gli stessi odontoiatri), tali condizioni siano da considerare ancora sottodiagnosticate, soprattutto nella popolazione più giovane. Gli stessi autori riportano una prevalenza di disturbi del sonno pari al 10% dei pazienti fra i 6 e gli 8 anni.
Sulla base di tali premesse è importante che i pazienti potenzialmente esposti siano riconosciuti dagli specialisti che più spesso hanno modo di interfacciarsi con loro. Tra questi si ritrovano certamente gli odontoiatri, sia per quanto riguarda le visite di routine e, a maggior ragione, nel caso delle terapie protratte come può essere quella ortognatodontica. Quest’ultima rientra peraltro oggi in maniera fondamentale all’interno delle metodiche terapeutiche.
Oltre all’impatto sulla qualità di vita, il trattamento delle condizioni in esame può essere preventivo nei confronti di anomalie dello sviluppo, disturbi metabolici, problematiche cardiovascolari e altro. L’obesità è un fattore di rischio indagato tanto nell’adulto quanto nel soggetto in crescita. Le considerazioni sui disturbi apnoici vanno di pari passo con quelle legate all’andamento dell’obesità infantile nel mondo occidentale. Lo studio pregresso a cui si è fatto riferimento riporta dati in controtendenza riguardo l’obesità, almeno per quanto riguarda la fascia 6-8 e stabilisce una predominanza delle variabili di tipo locale: ipertrofia (adeno)tonsillare, convessità facciale, morso incrociato. A queste se ne aggiungono delle altre, individuate da lavori analoghi che vi stabilivano un legame con l’aumentato rischio di disturbi nella fascia pediatrica: retrusione mandibolare, dolicocefalia, inclinazione del piano mandibolare.
Tra gli approcci ortodontici preventivi e terapeutici, accennati in precedenza, si fa riferimento all’espansione del palato e alle manovre di avanzamento mandibolare.
Nel loro aggiornamento, gli autori hanno allargato il loro campo di indagine, sempre nella fascia 6-8, includendo dismorfismi cranio-facciali, respirazione orale, malocclusioni – classe molare, overbite, overjet, affollamento, open anteriori e laterali e cross – e quota di massa grassa corporea. I sintomi di disturbi respiratori del sonno osservati dai genitori sono stati raccolti tramite questionario.
Lo studio ha coinvolto 736 pazienti, di 329 dei quali sono stati ottenuti tutti i dati alla fine del follow-up (2 anni).
La respirazione orale è risultata essere il fattore di rischio principale per i disturbi respiratori in tutti i pazienti, le malocclusioni il principale fattore favorente l’insorgenza nei pazienti che non riportassero sintomi al baseline.
Complessivamente, i risultati dello studio indicano come i fattori predittivi devono includere tutti i dismorfismi cranio-facciali e, oltre a essi, la stessa obesità e anche il sesso maschile.

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