CONDIVIDI
1. Caso clinico: paziente di 39 anni, di sesso femminile, affetta da immunodepressione cronica; nonostante il quadro sistemico sfavorevole è stata sottoposta a intervento implantologico con gravi sequele infettive. L’immagine radiografica (OPT) evidenzia l’incongrua riabilitazione implantoprotesica in regione emimandibolare sinistra che ha causato una grave infezione non risolvibile con terapia antibiotica.

Riassunto
La chirurgia in genere è un trattamento invasivo che espone il paziente operato a rischio infettivo. La chirurgia orale è spesso eseguita a livello ambulatoriale, dove l’aspetto anamnestico viene talvolta sottovalutato dagli operatori. Fortunatamente la maggior parte dei pazienti che si sottopongono a interventi di chirurgia orale è sana, perciò sono rari gli eventi infettivi avversi. Esistono tuttavia situazioni in cui la positività anamnestica ad alcune malattie sistemiche di vario tipo e gravità può esporre il paziente a un aumentato rischio di infezione non solo locale ma di diffusione anche sistemica, che espone al rischio di gravi complicanze, anche quoad vitam. La prevenzione di complicanze sistemiche infettive post-operatorie avviene mediante un’attenta anamnesi patologica allo scopo di valutare le condizioni dello stato di salute generale attuale e pregresso dei pazienti. Uno strumento valido per l’indagine anamnestica è l’utilizzo di moduli pre-stampati compilati dallo stesso paziente, ma le informazioni ottenute devono sempre essere discusse e approfondite dall’operatore. La conoscenza delle principali correlazioni tra patologie sistemiche congenite e acquisite e rischio infettivo può aiutare il chirurgo orale al fine di predisporre adeguati protocolli terapeutici e profilattici nonché pilotare la scelta tra interventi in ambito ambulatoriale o in ambiente protetto. La conoscenza delle patologie sistemiche che aumentano il rischio d’infezione, oltre a proteggere il paziente, è importante per la tutela dell’operatore in caso di contenzioso medico-legale. Il lavoro dai noi svolto offre una sintetica descrizione dell’eziopatogenesi delle principali patologie sistemiche che possono aumentare il rischio di infezione dopo interventi di chirurgia orale e delle indicazioni su come ridurre l’incidenza di queste complicanze.

Summary
Oral surgery: risk of infection associated with systematic diseases
Surgery is an invasive treatment that could cause infective complications to the patients. Oral surgery inteventions are often performed in private practices: nonetheless, the surgeon should always investigate the medical history of every patients to evaluate the conditions that can determine an augmented risk of post-operative infective complications. Sometimes these evaluations are not performed and the relevance of these complications is underestimated by the operators. However, post-operative infectious complications are quite rare due to the fact the majority of patients are healthy and in good general conditions. Anyway, some patients can have a positive history for conditions or diseases that can influence the post-operative complications and risks: these aspects not diagnosed might lead to serius infectious complications, even quoad vitam. The knowledge of major systemic deseases which might create an infection risk, and a correct therapeutic protocol to reduce this type of risk are the most important security measures for the patients’ health. Aim of study is to evaluate the major deseases might which create an infection risk and to present a protocol to reduce this type of complications.

Fulvio Gatti
Tommaso Anello
Laura Serioli
Andrea Flora
Matteo Chiapasco
Unità di Chirurgia Orale (Direttore prof. Matteo Chiapasco), Clinica Odontoiatrica, Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, A.O. San Paolo, Università di Milano

 

Malattie del sistema cardiovascolare

Trapianto di cuore
Dopo il trapianto di cuore i pazienti vengono trattati con farmaci immunosoppressori (ciclosporina, azatioprina, corticosteroidi ecc.) allo scopo di ridurre le possibiiltà di rigetto dell’organo1-3: ne consegue che i soggetti possiedono un sistema immunitario deficitario che li rende più suscettibili alle infezioni in caso di interventi di chirurgia orale4,5. Interventi di chirurgia orale in questi pazienti devono pertanto tenere conto dell’aumentato rischio infettivo e comportarsi di conseguenza: si rimanda al capitolo delle immunodeficienze acquisite per l’approfondimento dell’argomento.

 

Malattie dell’emostasi

Porpora trombocitopenica idiopatica
È una trombocitopenia di origine autoimmune con diminuzione del numero di piastrine sotto i 100 x 109/l. Essendo di origine autoimmune, è necessario ridurre la risposta immunitaria del paziente con una terapia corticosteroidea e, nei casi più gravi, si rende necessaria una splenectomia; ciò predispone alle infezioni e in caso di interventi di chirurgia orale si rende necessaria una profilassi antibiotica pre-intervento6-8.

Teleangectasia emorragica ereditaria (Sindrome di Osler-Rendu-Weber)
Malattia a trasmissione autosomica dominante caratterizzata da teleangectasie della pelle e di tutte le mucose. La fragilità dei vasi provoca tendenza al sanguinamento che può portare ad anemia ferro-carenziale. Questa patologia può associarsi a deficit di IgA e a morbo di von Willebrand: le procedure che inducono batteremia possono causare infezioni. Nei pazienti affetti da questa patologia è sempre indicata una profilassi antibiotica pre-intervento9,10.

 

Anemie

Anemia aplastica
È una pancitopenia causata dalla presenza di midollo osseo non funzionante. È una malattia rara caratterizzata da anemia normocromica, normocitica o macrocitica refrattaria, leucopenia e trombocitopenia. Tra le cause più comuni sembrano esserci alcune sostanze chimiche come farmaci e benzene; il trattamento consiste nel trapianto di midollo osseo. I soggetti affetti da questa patologia hanno un’alta tendenza all’emorragia e sono più suscettibili alle infezioni11-13.

Trapianto di midollo osseo
È sempre più adottato nel trattamento dell’anemia aplastica, delle leucemie e di altre emopatie maligne o di alcuni difetti genetici. I pazienti devono essere preparati al trapianto con la soppressione della risposta immunitaria. Ne consegue che tutti questi soggetti devono essere considerati come immunodepressi14,15.

Aplasia della serie rossa
Rara malattia congenita o acquisita; in quest’ultimo caso può essere associata a un timoma o a candidosi muco-cutanea cronica. I pazienti necessitano di trasfusioni di sangue periodiche e presentano un elevato rischio di infezione da parte dei virus epatici e HIV16.

Anemia da infiltrazione midollare
La sostituzione del midollo ematopoietico da parte di cellule anormali causa anemia normocitica e spesso leucopenia o trombocitopenia. Il trattamento chirurgico può essere complicato dalla presenza di un’elevata suscettibilità alle infezioni e all’emorragia13.

Disordini falciformi
In questi casi gli eritrociti presentano un’alterazione dell’emoglobina che diventa meno “abile” nel veicolare l’ossigeno. Avviene una ridotta ossigenazione del sangue che determina un’alterazione della morfologia degli eritrociti che assumono una forma a falce; queste cellule hanno una sopravvivenza ridotta e si ammassano nei piccoli vasi in modo da ostacolare il normale flusso sanguigno. In questi pazienti le infezione e le trombosi sono le più comuni cause di morte17.

Talassemie
Sono emopatie caratterizzate da una ridotta sintesi di una o più catene globiniche. A causa di una ridotta produzione di emoglobina, le emazie appaiono ipocromiche e microcitiche. Si ha una iperproduzione di catene globiniche non patologiche che precipitano negli eritrociti e causano aumentata fragilità ed emolisi. La splenectomia può essere richiesta per il trattamento di questa patologia ed è associata a una riduzione della risposta immunitaria; è necessario pertanto effettuare una profilassi antibiotica prima di ogni procedura chirurgica18,19.

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO