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1. Classificazione delle principali tipologie di ceramiche disponibili per la realizzazione di restauri metal-free e loro sensibilità all’azione dell’acido fluoridrico (HF).
Riassunto

Il successo clinico di restauri in ceramica integrale dipende da numerose variabili; tra queste, una corretta cementazione adesiva promuove la ritenzione del manufatto: un legame valido e duraturo all’interfaccia tra il cemento composito e la ceramica è auspicabile. In questo studio si è valutata l’influenza della sabbiatura sull’adesione, assistita da primer funzionale, di un cemento composito estetico a ceramiche densamente sinterizzate (zirconia e allumina). Dopo la preparazione dei campioni, l’interfaccia adesiva è stata analizzata con test di resistenza al taglio (SBS test) e visualizzazione al microscopio ottico. Indipendentemente dal trattamento di superficie (p = 0,7191), elevati valori adesione (controllo: 19,44 ± 5,11 MPa; abrasione: 18,68 ± 4,19 MPa) sono stati ottenuti per la ceramica in biossido di zirconio. Nel caso dell’allumina, l’irruvidimento meccanico ha contribuito positivamente (p (0,05) all’interazione del monomero fosfato funzionale (10-MDP) con la ceramica, permettendo di raggiungere legami più affidabili (23,31 ± 9,35 MPa) rispetto ai controlli (16,14 ± 4,56 MPa).

Summary

Densely sintered ceramics: effect of surface treatment on the adhesion of a composite resin cement

The clinical outcome of resin-bonded all-ceramic restoration is affected, among other factors, by the adhesive cementation procedure: in order to promote retention of the prosthesis, a reliable bond at the cement-ceramic interface is desirable. This study assessed the influence of alumina-blasting surface conditioning on the shear bond strength of a dual-cured resin luting agent to high-strength ceramics (based on zirconia and alumina), with the cementation process performed using an MDP-based ceramic primer. Following specimens preparation, cement-ceramic interface was analyzed: shear bond strength (SBS) was evaluated using a universal testing machine; mode of failure was checked using an optical light microscope. Regardless the surface treatment (p = 0.7191), high bond strength values were found for zirconia group (control: 19.44 ± 5.11 MPa; air-abrasion: 18.68 ± 4.19 MPa). For alumina specimens, a positive combined effect (p (0.05) of sandblasting and ceramic primer application produced highest shear bond strength values (23.31 ± 9.35 MPa).

• Dino Re
• Davide Augusti
• Gabriele Augusti
Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Scienze Chirurgiche Ricostruttive e Diagnostiche,
Direttore: professor Franco Santoro

I restauri protesici in ceramica integrale costituiscono un importante presidio terapeutico per la realizzazione di riabilitazioni orali a elevato valore estetico1,2: l’interfaccia sfumata tra le strutture biologiche e quelle artificiali si estrinseca in confini invisibili all’osservatore. Lo spettro dei materiali utilizzabili per la realizzazione di manufatti privi di metallo racchiude le ceramiche prevalentemente vetrose (feldspatiche, rinforzate con leucite, al disilicato di litio) e quelle ad alta resistenza, caratterizzate da un elevato contenuto cristallino (biossido di alluminio e zirconia)3; queste ultime possono essere sviluppate per mezzo di processi CAD/CAM (strutture finali densamente sinterizzate) oppure infiltrate con basse percentuali di vetro al lantanio per migliorarne le proprietà ottiche (tecnica di laboratorio slip-casting).

Le ceramiche densamente sinterizzate sono dotate di favorevoli caratteristiche fisicomeccaniche (alta resistenza alla flessione e tenacità alla rottura) e trovano indicazione nella progettazione di sottostrutture protesiche interessate a intensi carichi masticatori. Una classificazione esemplificativa dei materiali ceramici oggi disponibili è proposta in figura 1. La cementazione adesiva si è dimostrata indispensabile nell’incrementare la resistenza alla frattura e la sopravvivenza nel tempo dei restauri in ceramica vetrosa, per mezzo di un meccanismo di rinforzo del cemento composito sulla struttura sovrastante4; anche per le ceramiche a elevata resistenza, l’utilizzo di materiali resinosi in abbinamento alle tecniche adesive è raccomandato, qualora le geometrie di preparazione siano sfavorevoli (forme di ritenzione e stabilità compromesse), oltre che per migliorare il sigillo marginale e limitare la microinfiltrazione5.

Per queste ragioni, il successo clinico del restauro dipende anche da una corretta scelta del cemento. L’adesione dei cementi o delle resine composite alle ceramiche feldspatiche è di norma ottenuta per mezzo della mordenzatura con acido fluoridrico (HF), seguita da silanizzazione; questo processo consente di alterare la topografia di superficie del substrato, esponendo particelle di silice e creando irregolarità favorevoli per un legame micromeccanico6. Il silano, molecola bivalente, realizza una connessione chimica tra la silice esposta e i gruppi metacrilato della resina. Al contrario, questo trattamento di superficie è inefficace per le ceramiche a elevato contenuto cristallino, più compatte e meno suscettibili alla frattura, ma acidoresistenti a causa della composizione essenzialmente priva di silice7,8; metodiche di condizionamento alternative, in particolare la sabbiatura e i trattamenti tribochimici9, sono state quindi impiegate per questa specifica tipologia di materiali particolarmente inerti (caratterizzati da bassa energia di superficie e scarsa bagnabilità)10.

In letteratura non c’è ancora accordo in merito al trattamento di superficie ideale per le ceramiche densamente sinterizzate, a causa della diversità topografica intrinseca dei materiali commercialmente disponibili11 (relativa a processi differenti di produzione) e degli eventuali danni strutturali derivanti da alcuni condizionamenti. I cementi resinosi che includono nella composizione chimica un monomero fosfato funzionale (in particolare, 10-MDP) hanno mostrato legami adesivi affidabili, sia immediati sia duraturi, dopo invecchiamento con termocicli, al biossido di zirconio12-14.

I cementi compositi estetici attuali (duali o foto), a eccezione di quelli universali auto-aderenti, sono accoppiati a un sistema adesivo per ottenere il legame ai tessuti dentali e a un agente funzionale per il trattamento di superficie dell’interfaccia ceramica. Le informazioni disponibili in letteratura, riguardanti i primer funzionali per ceramiche altamente sinterizzate (zirconia e allumina), sono ancora limitate15,16. L’obiettivo del presente studio è stato quello di valutare gli effetti del processo di sabbiatura sull’adesione di un cemento composito duale estetico a due differenti materiali policristallini ad alta densità, con l’ausilio di un primer funzionale dedicato; è testata l’ipotesi nulla che il trattamento di superficie non influenzi il legame tra il cemento e il substrato ceramico.

Continua …

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