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Cause delle glossiti atrofiche

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Il dorso linguale presenta una mucosa altamente specializzata, caratterizzata dalla protrusione delle diverse strutture denominate papille linguali, alcune delle quali contengono i calici gustativi, sui quali convergono i chemocettori del gusto, appunto.

La glossite atrofica rappresenta una condizione patologica che prevede proprio l’annullamento della superficie linguale e, nella fattispecie, delle papille filiforme e fungiformi. L’aspetto che ne deriva è di un dorso liscio e sostanzialmente appiattito.

Sono numerose le condizioni, locali e sistemiche, collegate a questa manifestazione. La diagnosi precoce permette, in primo luogo, di agire sui disturbi determinati direttamente dall’alterazione e, in senso più ampio, può fornire delle indicazioni sulla salute generale del paziente.

Volendo ragionare in termini più specifici, l’aspetto atrofico si ritrova a vari livelli e con differente significatività clinica. Un esempio è quello della lingua fissurata, che nella maggior parte dei casi viene considerata una forma non patologica. Essa si configura invece come una delle più comuni varianti anatomiche che interessano la lingua, frequentemente associata ad atrofia. Su questo substrato possono aggiungersi sovrinfezioni batteriche di basso grado. Anche glossite romboide mediana e lingua carta geografica sono considerate forme particolari di glossite atrofica.

In molti casi, la glossite atrofica è una manifestazione di stati carenziali, come ipovitaminosi (B2, B3, B6, B9) o deficit di ferro e zinco. Oltre a un riduzione dei quantitativi introdotti, tali condizioni possono essere causate da malassorbimento gastrointestinale, in primis quello della sprue celiaca. In più, la malnutrizione è una delle condizioni a cui è comunemente soggetto il paziente alcolista: se anche i livelli di vitamina B12 si trovano presso la normalità, infatti, lo stato degli enzimi epatici può indurre un’apparente deficit. Sembra poi che l’esposizione cronica all’alcool possa indurre un effetto irritativo diretto sulla mucosa linguale.

Tra le condizioni infettive, la candidosi orale, la cui forma eritematosa cronica ha spesso aspetto atrofico, nella maggior parte dei casi sussegue a sua volta ulteriormente a uno squilibrio – di solito da trattamenti sistemici – del microbiota orale.

Helicobacter pylori è invece una specie batterica particolare, con alto potenziale di attecchimento e cronicizzazione del quadro infettivo.

Dal punto di vista sistemico il quadro può essere una conseguenza del processo patologico in corso ma anche del suo trattamento.

Si ritrovano in questo senso reflusso gastrointestinale e lichen planus. In entrambi i casi e principalmente per il secondo si tratta di patologie con un forte interessamento del distretto orale. Affiancate a queste, patologie più rare: forme cancerose, psoriasi, diabete, epidermiolisi bollosa, sindrome di Melkersson-Rosenthal.

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