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Da tempo si osserva un importante interesse in ambito implantologico per i materiali alternativi al titanio, e in modo particolare per i prodotti a base ceramica, soprattutto in relazione al potenziale estetico di questi ultimi. La scelta di una sistematica richiede comunque una valutazione complessa, che tiene conto in maniera sostanziale del dato relativo alla biomeccanica.

Addizionare materiali a diverso modulo elastico significa necessariamente ampliare le modalità di distribuzione dello stress masticatorio.

Le proprietà biologiche e meccaniche del titanio sono ben documentate, pertanto questo materiale continua a costituire lo standard di riferimento nella realizzazione di abutment implantari.

La zirconia ittrio-stabilizzata è un’alternativa che si distingue per le caratteristiche di durezza (1200 HV), resistenza alla corrosione, modulo elastico (210 MPa), resistenza alla flessione (900-1200 MPa) e alla compressione (2000 MPa), ma anche per biocompatibilità, stabilizzazione dei tessuti molli e ridotta ritenzione della placca.

Sull’abutment viene poi fissata una corona protesica, per cui deve essere considerata la variabilità, in termini di modulo elastico, che intercorre tra la stessa zirconia e una ceramica ad alta resilienza.

Studio brasiliano: materiali nella protesi su impianto

Un interessante studio brasiliano (Datte e colleghi, Journal of Clinical and Experimental Dentistry, maggio 2018) ha simulato, tramite modello 3D il comportamento in sede molare delle 8 combinazioni fra 2 diversi abutment (titanio e zirconia appunto) e 4 diverse corone (oltre alla stessa zirconia, cromo-cobalto, disilicato di litio e ceramica ibrida).

Ancor prima del dato clinico, si segnala il potenziale dal punto di vista scientifico. La valutazione sperimentale è stata infatti effettuata digitalmente a partire da uno stesso modello implanto-protesico tridimensionale CAD: le variazioni di materiale sono state simulate semplicemente impostando i rispettivi moduli elastici. Una controprova in vitro, tramite l’uso di un estensimetro, è stata in realtà effettuata al fine di validare il modello digitale CAD, a partire dal quale è stato realizzato un singolo modello reale CAM in cromo-cobalto.

I risultati attestano come i materiali coronali ad alto modulo elastico siano in grado di concentrare lo stress, riducendo dunque quello a livello dell’abutment. I materiali a basso modulo elastico avvantaggiano invece la corona stessa. L’abutment in zirconia tende comunque a concentrare maggiormente lo stress e risulterebbe pertanto maggiormente esposto a complicanze, almeno dal punto di vista meccanico.

In ultima analisi, può essere indicato addizionare strutture simili per modulo elastico, ad esempio corona in cromo-cobalto su abutment in titanio o, a maggior ragione, zirconia su zirconia. Ciò andrebbe a ridurre lo stress a livello dell’interfaccia, esaltando anche i materiali a modulo elastico ridotto.

Riferimenti bibliografici

J Clin Exp Dent. 2018 May 1;10(5):e439-e444. doi: 10.4317/jced.54554. eCollection 2018 May. Influence of different restorative materials on the stress distribution in dental implants.
Datte CE1, Tribst JP, Dal Piva AO, Nishioka RS, Bottino MA, Evangelhista AM, Monteiro FMM, Borges AL.

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