Allineatori trasparenti per il trattamento ortodontico: aspetti applicativi

Allineatori trasparenti per il trattamento ortodontico: aspetti applicativi

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DM_il dentista moderno_Allineatori trasparenti per il trattamento ortodontico aspetti applicativi

Nella prima parte del presente lavoro si è fatto riferimento a come l’ortodonzia invisibile abbia conosciuto un allargamento delle possibili indicazioni cliniche. Inizialmente l’impiego era in effetti ristretto a movimenti semplici e di ampiezza limitata. Le mascherine termoformate di concezione attuale (clear aligner) trovano indicazione nel trattamento delle principali disgnazie. Laddove si preveda di non ottenere il risultato completo con la sequenza delle sole mascherine, si può prevedere già a livello di ClinCheck® l’impiego di applicazioni fisse o altri accorgimenti. Ciò non pregiudica i vantaggi in termini di estetica e igiene derivanti dalla terapia con aligner. Questi stessi vantaggi e, in generale, lo stesso razionale d’uso possono essere garantiti, entro certi limiti, nelle correzioni di classe.

II classe: il movimento che viene impresso è detto di distalizzazione sequenziale a livello dell’arcata superiore.

Nel 2010 Fischer presentò 3 casi clinici trattati senza applicazioni ausiliarie. In un caso di disodontiasi degli ottavi superiori sono stati estratti i settimi, distalizzati i sesti, infine portati in arcata gli ottavi.

Più recentemente, Daher ha portato all’attenzione i vantaggi derivanti dall’impiego di elastici di II classe nella distalizzazione, raccomandandolo in tutti i casi. A differenza degli apparecchi fissi, gli elastici possono essere applicati durante le prime fasi della terapia con aligner. Soprattutto nel soggetto a fine crescita, sono prevedibili protrazione o mesializzazione degli elementi inferiori in risposta agli elastici.

L’efficacia della distalizzazione aumenta ulteriormente con l’estrazione dei terzi molari, ove presenti.

Nel complesso, risulta possibile correggere di II classi I e II divisione fino a 4 mm. In caso di II divisione, l’aligner presenterà delle piccole prominenze (dette power ridge) che assicurano il controllo verticale.

III classe: in linea di massima, l’approccio alle malocclusioni di III classe con aligner è simile a quello con applicazioni fisse. Si potrà dunque prevedere di ottenere (o mantenere) un grado di compensazione in caso di trattamento puramente ortodontico o, al contrario, di indurre una decompensazione in vista di un intervento chirurgico.

È possibile che sia la presenza di interferenze anteriori a indurre a portare in avanti la mandibola (spostamento funzionale). Tali spostamenti vanno identificati all’inizio del trattamento, di modo da programmare i movimenti necessari a rimuovere le interferenze.

Per quanto riguarda la programmazione temporale del trattamento, questa non dipende dal numero di mascherine previste per l’allineamento dei denti, ma dalla correzione antero-posteriore. Per una migliore gestione dell’ancoraggio e una riduzione dello spostamento in avanti dell’arcata superiore, è possibile effettuare una distalizzazione sequenziale inferiore, con tempi solitamente più lunghi. Anche in questo caso, inoltre, possono essere utilizzati elastici (di III classe).

In conclusione, Invisalign® sottolinea come il trattamento risulti maggiormente predicibile qualora l’entità della correzione sia inferiore a 2 mm.

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