DM_il dentista moderno_anatomia endodontica classificazione

La diffusione dei sistemi ottici di ingrandimento, soprattutto nella tipologia wearable, dunque occhiali, ma anche dei microscopi operatori ha accresciuto la consapevolezza dei clinici nei confronti delle anatomie radicolari complesse, il mancato riconoscimento o la non corretta gestione delle quali possono portare a fallimento le terapie canalari. Le configurazioni canalari sono già state descritte in più classificazioni, la più nota delle quali è probabilmente quella di Vertucci del 1974. In ragione (anche) di quanto detto in via introduttiva, più recentemente, alcuni Autori e, in particolare, Ahmed, hanno sostenuto la necessità di introdurre una classificazione aggiornata delle anatomie radicolo-canalari e dei canali accessori, che tenesse conto anche delle anomalie dello sviluppo. Il presente articolo si concentra proprio su queste ultime, le quali a loro volta non costituiscono una novità in senso assoluto: alcune di esse verrano qui di seguito passate in rassegna.

Osservazioni e classificazione dell’anatomia canalare

C-shaped (CsC): aspetto tipico nel secondo molare inferiore. Radice singola o fusione tra radici mesiale e distale. I canali comunicano o decorrono separati. Nel complesso la sezione trasversale ricorda appunto una “C”.

La classificazione riconosce per ogni condizione le eventuali sottotipizzazioni in forma univoca, di modo da evitare confusione. Nel caso del CsC, questo viene distinto (Fan 2007) in:

tipo I (fusione): i canali si riuniscono in uno principale prima dell’apice;

tipo II (simmetrico): sono presenti due canali, mesiale e distale, simmetrici per direzione e decorso, terminanti in maniera distinta a livello apicale;

tipo III (asimmetrico): a differenza del tipo II, il bordo mesiale del canale distale risulta meno nettamente visibile, fornendo l’immagine radiografica di un canale più ampio rispetto all’altro.

Dens invaginatus (DI): meglio noto nella letteratura italiana come dens in dente, è un’anomalia dello sviluppo consistente nell’intrusione di una cavità rivestita di smalto nella corona o nella radice, prima della calcificazione dell’elemento. Ahmed conferma la classica distinzione di Oehlers (1957) a complessità crescente:

tipo I: l’organo dello smalto invaginato non supera la linea amelo-cementizia;

tipo II: invade lo spazio radicolare rimanendo a fondo cieco; non è dunque necessariamente presente una comunicazione con la polpa

tipo III: invaginazione spesso rivestita da cemento oltre che da smalto, perforante (comunque non immediata comunicazione con la polpa) con formazione di forame secondario in sede apicale o parodontale.

Radice entomolare e paramolare: forme di radici sovrannumerarie di molare inferiore, rispettivamente presenti, di solito, distolingualmente e mesiovestibolarmente.

Taurodontismo (T): difetto della guaina di Hertwig, porta ad allargamento della camera pulpare, apicalizzazione del pavimento camerale e mancanza della costrizione a livello della giunzione amelocementizia. Distinto (Seow e Lai 1989) in 3 forme, ipo, meso e iper.

Dilacerazione radicolare (RD): disallineamento della radice rispetto alla corona, susseguente a trauma durante lo sviluppo.

Riferimenti bibliografici

Ahmed HMA, Neelakantan P, Dummer PMH (2017b) A new system for classifying accessory canal morphology. International Endodontic Journal

Int Endod J. 2018 Apr;51(4):389-404. doi: 10.1111/iej.12867. Epub 2017 Nov 1. A new system for classifying tooth, root and canal anomalies. Ahmed HMA1, Dummer PMH2.

 

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