Adesivi smalto-dentinali nel paziente pediatrico

Adesivi smalto-dentinali nel paziente pediatrico

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carie nei bambini dentista

L’approccio in conservativa nel paziente pediatrico, anche per quanto riguarda la dentatura decidua, è oggi più conservativo che in passato. È fondamentale prevenire, mediante l’uso delle sigillature dei solchi e delle fossette, le carie ai danni dei primi elementi permanenti e, dall’altra parte, mantenere i decidui nella logica della sequenza di permuta, almeno finché la loro presenza non costituisce un ostacolo alla stessa, alla funzione masticatoria, oltre che un ricettacolo batterico continuo.

Condurre il trattamento in bambini molto piccoli è spesso complesso dal punto di vista pratico, oltre che da quello decisionale, sia per quanto riguarda la collaborazione, sia date le difficoltà nell’isolamento del campo.

García-Godoy e Donly hanno fornito un aggiornamento alle linee guida presenti su Pediatric Dentistry, in relazione all’introduzione dei nuovi adesivi smalto-dentinali. Queste presentano naturalmente molti punti in comune con i normali dati di utilizzo, ma in ogni caso pare interessante riflettere su quanto presente in letteratura nel caso specifico.

Gli Autori in effetti ammettono che la maggior parte degli studi riguardanti questi prodotti sono stati condotti sul modello del paziente adulto e che gli studi in vivo sulla dentatura decidua sono pochi. I lavori in vitro stabiliscono che gli adesivi manifestano capacità sostanzialmente sovrapponibili, in termini di forza di adesione e adattamento micromorfologico, su smalto e dentina, tra decidui e permanenti. Alcuni lavori hanno dimostrato che ridurre il tempo di mordenzatura della dentina nei decidui risulterebbe ugualmente efficace, portando alla formazione di uno strato ibrido di spessore pari alla dentina dei permanenti mordenzata più a lungo. Si consiglia inoltre di pre-fotopolimerizzare l’adesivo. Sempre per quanto riguarda la mordenzatura, l’impiego di un prodotto in gel è da preferire al liquido perché più maneggevole. L’applicazione dura 20-30 secondi sui tessuti, tempo, come anticipato, assolutamente sufficiente: non vi sarebbe infatti guadagno di adesione se la procedura venisse prolungata fino a 60 secondi. Il risciacquo dura fino a 15 secondi ma può essere ridotto fino a 1 senza che interferisca con l’adesione. L’importante è mantenere idratata la dentina, al contrario dello smalto che andrebbe idealmente asciugato del tutto, fino a risultare chiaramente bianco. Nel caso in cui non si osservi questo aspetto, e solo in questo caso, lo smalto viene rimordenzato per 20-30 secondi: qualora questo passaggio porti a disidratazione della dentina, questa va trattata con un pellet umido o con HEMA.

Da ultimi vengono considerati i prodotti di ultima generazione, ovvero le resine modificate meglio note come compomeri, divenuti piuttosto diffusi nella conservativa dei decidui. La mordenzatura dello smalto, pur non strettamente necessaria, sembrerebbe consigliabile. All’occorrenza questi prodotti possono essere impiegati insieme con una base vetroionomerica.

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